Sicurezza
Infermieri in rivolta «Subito un tavolo di conciliazione o sarà sciopero»
Ricci (Cisl): inevitabile che si arrivasse allo stato di agitazione Il Nursind: mai ricevuti dalla neo direttrice generale Casani
massa. Come un vaso di Pandora che improvvisamente viene scoperto. Ora tutti dicono: «Era solo questione di tempo prima che si arrivasse allo stato di agitazione». E anche: «Il servizio viene garantito solo grazie all’abnegazione del personale, sottoposto ad uno stress non più accettabile».
Nell’incontro con le Rsu dell’Area Toscana Nord Ovest di giovedì scorso, i dirigenti aziendali hanno fatto sapere di poter garantire solo il turn over dei pensionamenti. Non ci sarebbero soldi né possibilità per sostituire le lunghe assenze. Eppure quelle pesano, e molto. Sono più di cento a Massa-Carrara, di cui 70 al Noa.
«Inevitabilmente siamo arrivati allo stato di agitazione – dice Marco Ricci, della Cisl sanità – Da tempo lamentiamo questa situazione, in ogni servizio, ognuno con le sue problematiche: da quello ambulatoriale (ospedalieri e territoriali) a quelli dei ricoveri h24. Nell’area chirurgica come quella medica, il personale (soprattutto gli operatori socio sanitari) è in grave sofferenza, 98 posti letto con 5/6 operatori di giorno per passare a 3 di notte (quando tutto fila liscio), già in queste condizioni i numeri non sono sufficienti per erogare un’assistenza adeguata all’utenza, figuriamoci sotto organico. Nei servizi di emergenza del Pronto soccorso, terapie intensive e subintensive, le cose non cambiamo, gli infermieri sono troppo importanti per non essere in numero adeguato. Qua si salvano le vite. Nei servizi di psichiatria e purtroppo ormai non solo, gli operatori sono sottoposti costantemente a rischio botte, forse la presenza di una guardia come esisteva nel vecchio ospedale non sarebbe male».
Di «politiche miopi» da parte della Regione parla il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti. «Il Pd e Rossi hanno usato la sanità solo per mungere consensi, il risultato è che i soldi per assumere, oggi, non ci sono. Tutti i professionisti della sanità subiscono oggi la frustrazione che deriva dai mancati investimenti sul personale sanitario degli ultimi vent’anni. C’è stata – prosegue Marchetti – una fase in cui si poteva assumere medici, infermieri, oss, tecnic. Alle richieste mosse in questo senso da Forza Italia, Rossi & compagni hanno sempre preferito implementarre il segmento amministrativo. La burocrazia. Hanno investito nel consenso derivante dalle poltrone».
«Se non viene convocato al più presto un tavolo di conciliazione saremo costretti a proclamare lo sciopero». A firmare la lettera indirizzata alla direzione generale e ai prefetti sono i segretari provinciali Nursind (infermieri) Roberta Sassu (livorno), Daniele Carbocci (Pisa), Roberto Pasquinelli (Lucca), Diego Vatteroni (Massa-Carrara).
Ai problemi di personale, afferma il Nursind, si aggiunge «la mancata liquidazione dei premi incentivanti al personale del 118, nonostante la Regione abbia già finanziato il provvedimento con opportune risorse. Una cifra che in tutta l’area ammonta a 360mila euro, già erogati dalla Regione ma non ancora distribuiti agli infermieri che operano nel servizio di emergenza territoriale. Sorge il dubbio che siano stati spesi per coprire altre esigenze.
Come se non bastasse l’Azienda ha messo in pratica tutte le novità contrattuali a suo favore, ma non quelle in favore dei lavoratori, come ad esempio la concessione del tempo di cambio consegne e di cambio divisa previste». Dopo mesi di trattativa, «a cui peraltro la direttrice Casani non ha mai partecipato direttamente, l’Asl Toscana Nord Ovest ha manifestato una totale chiusura di fronte alla richiesta di nuove assunzioni. Se non ci saranno aperture in tal senso il Nursind proclamerà lo sciopero». —
Tiziana Gori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
