Lutto
Tranquillità e atmosfera di famiglia, ecco a voi il bagno Eden a Cinquale
La titolare: no a più ombrelloni perché a rimetterci sarebbe la qualità. E per i bimbi i vecchi giochi con paletta e secchiello
Le cabine sono color acqua di mare e panna. Gli ombrelloni distano quasi tre metri gli uni dagli altri. E appena si entra al bagno Eden di Cinquale, l’impressione è di entrare in una macchina del tempo. Che riporta, come minimo, ad inizio anni ’90. L’atmosfera in quella striscia di sabbia in viale IV novembre è familiare e decisamente poco turistica. Tutto è cambiato intorno allo stabilimento gestito da Anna Del Freo. Lì, invece, viene preservato un modo di gestire la spiaggia che per la signora, e la sua famiglia, è fondamentale per permettere a chi sceglie quel bagno di godere appieno il sapore dell'estate: all’insegna della pace e con spazi a sufficienza per non renderla una lotta alla conquista del lettino all’ombra. Traducendo, la filosofia che ruota attorno al bagno Eden è quella di avere meno clienti, ma garantire tranquillità e accoglienza. Senza soffrire la troppa vicinanza con il vicino di ombrellone, senza dover attendere ore per mangiare un piatto di pasta al ristorante. Accoglienza è una parola importante per lo stabilimento: «Qua possono entrare anche gli animali - spiega Del Freo - non solo cani, anche gatti e altri. Sono tutti i benvenuti. Il bagno è frequentato più che altro da famiglie e per loro, sopratutto per i bambini, realizziamo eventi di animazione in riva al mare. Abbiamo riflettuto su alcuni dettagli. Con la wi fi aperta in tutta la spiaggia i bambini stanno sotto l’ombrellone e si attaccano solo a quella. Non parlano, stanno da soli. Noi preferiamo promuovere il contatto fra le persone. Pur rispettando gli spazi di ognuno. E funziona: appena mettiamo due palette e un secchiello a riva i bambini si avvicinano».
Ciò che colpisce lo sguardo, una volta giunti sulla passerella, è la distribuzione degli spazi: «Io penso questo: se metto più ombrelloni rischio di non avere parcheggi a sufficienza. Di non garantire docce calde ai clienti. E di dover velocizzare il servizio ristorante. Che è a conduzione familiare. I nostri menù cambiano di giorno in giorno. E non amiamo i piatti tipici estivi: certo abbiamo la frittura di pesce, abbiamo lo spaghetto allo scoglio. Ma siamo amanti dei prodotti locali, facciamo verdure bollite come bacchette e stringoni. Se ci chiedono la caponata la prepariamo e anche il baccalà marinato. Ma cerchiamo anche di realizzare piatti leggeri e salutari». Salutare sembra anche l'ambiente: pulito e in ordine, ha al centro un'isola ecologica con la raccolta differenziata. Niente piscina, ma un'area giochi per i bambini circondata da splendidi murale realizzati da Francesca Giorgini: «Sono il nostro pezzo forte. Nessuna piscina perché se dobbiamo fare un investimento preferiremmo farlo per un depuratore dell’acqua più innovativo. Che migliori la qualità dell'acqua del mare». Alle spalle del bagno una storia trentennale fatta di motti e tormentoni estivi: « ”E allora lo sai” - racconta Anna Del Freo - è una frase che è stata pronunciata per la prima volta dal nostro bagnino, Renzo. Vent'anni fa diede inizio a questo tormentone. Lui rispondeva così ogni volta che gli chiedevo di fare delle cose: pulire la spiaggia, cambiare i sacchetti dei bidoni. Dopo tempo mi spiegò che significava che allora lo sapevo, che lui lo sapeva. Insomma, significava una cosa risaputa. Lo abbiamo fatto diventare il motto che promuove la nostra linea di gestione del bagno. Lo utilizziamo con i nostri clienti per dire che lo sanno che cosa possono trovare qua. Tipo: allora lo sai, di venire nel nostro bagno, allora lo sai che c'è una buona cucina, allora lo sai che anche gli animali posso venire. Insomma, si sa». —
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