La protesta
Pini, i carabinieri forestali hanno finito le verifiche Ma la situazione è in stallo
Il corpo forestale dei carabinieri ha concluso ieri mattina le verifiche per accertare la presenza o meno di nidi abitati sui pini del Viale Colombo e quello che è l’esito verrà scritto in un report da consegnare all’amministrazione. Nel frattempo nessuno si sbilancia: da Palazzo Civico infatti fanno sapere che avranno a disposizione e potranno prendere visione del report nella giornata di lunedì.
Tutto rimandato quindi per quanto riguarda la decisione circa l’abbattimento dei 12, sui 17 pini, rimasti in piedi per gli interventi previsti dal Piano Comunale e dopo che nella giornata di martedì, la Guardia Forestale, in seguito ai controlli sulle prime 3 piante, non aveva escluso di averne individuato uno.
«Vedo solo molto pressapochismo, superficialità e improvvisazione-commenta Riccardo Canesi, uno dei portavoce del movimento nato tra i cittadini e alcune associazioni per contrastare l’iniziativa dell’amministrazione-oltretutto non hanno mai prodotto alcuna documentazione circa l’insicurezza dei pini- rincara- e stupisce che nel Piano sia contemplata la mescolanza tra passaggio di macchine e pedoni: chiaramente con un parcheggio le macchine transiteranno sullo stesso. Ma non è pericoloso prevedere il transito di macchine con il passaggio pedonale?».
Si chiede Canesi, che fa notare anche come il cartello del cantiere aperto sul Viale Colombo, dove stanno realizzando il restyling del marciapiede nella parte corrispondente ai primi 5 esemplari di pino abbattuti: «Il cartello è insufficiente e irregolare: non c’è scritto il nome del progettista e della ditta», asserisce.
Si punta il dito anche sulla regolarità delle indicazioni sul cartello del cantiere prescritte dalla legge dunque, allungando la lista degli interrogativi e dei motivi di protesta per l'iniziativa dell'Ammnistrazione.
Nel frattempo la Lipu, attraverso le parole di Marco Dinetti responsabile ecologia urbana, in una lettera indirizzata alle autorità locali, in riferimento a un nido trovato tra i rami tagliati dei primi cinque pini da alcuni manifestanti e quindi a conforto della tesi di questi (secondo cui il nido di merlo proviene dal pino abbattuto e non potrebbe essere stato trovato altrove, su cespugli, in quanto non sarebbe vero, dice la Lipu e come invece si vociferava, che il merlo sia un volatile che non nidifica sui pini), fa sapere: «Leggendo l’articolo pubblicato su Il Tirreno del 19 giugno 2019 è da ritenere priva di qualsiasi fondamento scientifico la notizia che il Merlo Turdus merula non nidifichi sugli alberi. Infatti nel testo più autorevole (Brichetti P. e G. Fracasso, 2008. Ornitologia Italiana.5 Turdidae-Cisticolidae. Perdisa editore, Bologna) si legge che questa specie nidifica sugli alberi anche in misura prevalente. Mentre a pagina 352 del manuale di Harrison C., 1988“Nidi, uova e nidiacei degli uccelli d’Europa” (Franco Muzzio editore, Padova) sta scritto “Il nido è posto alla biforcazione fra i rami di un albero o di un cespuglio. In merito al fatto che il Merlo nidifichi su alberi vi sono riscontri diretti anche dalle ricerche effettuate nelle città della Toscana, quali gli atlanti urbani di Firenze e Livorno”».
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