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Farmacia in vendita Il Comune frena Baratta: nessun atto stiamo lavorando
L’assessore ribadisce che non esistono atti di giunta per la cessione. Le opposizioni congelano la loro mozione
MASSA. Il caso della vendita della farmacia comunale di via Zini a Marina di Massa arriva all’ordine del giorno dell’ultima commissione Bilancio: il Comune frena sulla vendita, non ci sono ancora atti che confermino le intenzioni degli amministratori e l’opposizione di centrosinistra è costretta a congelare la sua mozione, con cui chiedeva un passo indietro sulla cessione del bene.
Ieri mattina, nella saletta dei consiglieri al primo piano di palazzo comunale c’è stata una “movimentata” commissione Bilancio, alla presenza dell’assessore alle finanze Pierlio Baratta. Le notizie riportate dal Tirreno davano per quasi compiuta la stesura dell’atto di giunta con cui l’amministrazione intendeva mettere all’asta la farmacia di via Zini, e una bozza dell’atto già circolava per i corridoi giorni prima l’uscita dell’articolo, nel quale si chiedeva conto all’assessore Baratta della condizione finanziaria della farmacia di Marina di Massa.
Qualcosa è però cambiato, e l’atto non è mai più uscito, né tantomeno è stato discusso in giunta o approvato. «Non ho mai detto che la farmacia di via Zini era in vendita – dichiara in commissione l’assessore Baratta – Mi furono chiesti dalla stampa i dati riguardanti quella specifica farmacia. Dati che avevo estrapolato e ricavato riferendomi ad una contabilità aggregata. Vorrei chiarire per tutti che non esiste un bilancio delle singole farmacie comunali, ma che ci stiamo lavorando, perché ci serve il dato disaggregato di ognuna, per avere un quadro preciso della situazione e poter prendere delle decisioni in merito. Per questo non potrei mai aver detto che vendevamo la farmacia di via Zini».
L’assessore, sempre in commissione, non smentisce però i dati che aveva consegnato al Tirreno, pur ammettendo che il vero dato disaggregato dovrà ancora essere pubblicato. Baratta parlò di “un incasso del 2018 della farmacia di via Zini pari a 1 milione 126mila euro”, ma questo, come ha ribadito, non significa che si tratti allo stesso tempo di un utile così consistente. Anzi, l’utile, che comunque il Comune è tenuto a investire nel bilancio generale dell’ente, secondo il Comune non c’è stato. «Infatti- aveva sempre detto Baratta- da quella cifra vanno tolte parecchie voci tra cui il costo del personale, 160mila euro, l’acquisto dei medicinali per 890mila euro, 60mila euro di oneri e spese varie per utenze e magazzino».
Insomma: l’amministrazione chiede all’assessore alle finanze di “lavorare” sui conti delle farmacie; ad una prima occhiata, non ufficiale, viene fuori che non tutte fanno utili d’oro, come negli anni passati quando, ricorda la consigliera Dina Dell’Ertole, «le farmacie comunali aiutavano a chiudere i bilanci».
Si inizia quindi presumibilmente a valutare l’opzione vendita, la notizia circola e tanti si allarmano. E a quel puntoil Comune frena. Intanto, però, alcuni consiglieri comunali del Pd e del civismo avevano firmato una mozione per bloccare un atto di vendita in effetti inesistente, creando un altro caos politico. E così ieri in commissione si è deciso di congelare la mozione e di attendere i conti esatti sulle farmacie, da cui poi l’amministrazione trarrà le sue future decisioni. Vendere, qualora fossero in perdita, o tenerle aperte qualora dessero utili. —
Manuela D’Angelo
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