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Calcoli per l’Imu e la Tasi, a Massa Master da luglio non li fa più

Chiara Sillicani
Calcoli per l’Imu e la Tasi, a Massa Master da luglio non li fa più

La società del Comune cessa di conteggiare gli importi per conto dei cittadini  Panesi: un costo che ricadeva sulle persone e non previsto dal disciplinare

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MASSA. Chiunque abbia pensato di fare un salto da Master per farsi calcolare gli importi di Imu e Tasi, cerchi una soluzione alternativa, alzi il telefono e fissi un appuntamento con il commercialista o, se non ha voglia di metter mano al portafogli, con un patronato. Sì perché Master, dal 1° luglio, l’imposta municipale sugli immobili (Imu) e il tributo per i servizi indivisibili (Tasi) non li calcola più. E a confermarlo, all’ingresso degli uffici della società, in via Simon Musico, c’è tanto di cartello. Otto giorni esatti poi i dipendenti di Master non si occuperanno più, come è accaduto negli scorsi anni, di fare i conteggi e definire gli importi dovuti. . L’opposizione quello stop ai conteggi non lo condivide. Il consigliere comunale Gabriele Carioli, in quota Partito democratico, lo considera un vero e proprio «taglio ai servizi al cittadino. Master - motiva - è una società in house il cui obbiettivo non è certo far cassa, ma garantire servizi ai cittadini. E tra quei servizi c’era anche la consulenza per i calcoli di Imu e Tasi. Diversi cittadini - prosegue Carioli - mi hanno fatto notare il cambiamento previsto dal prossimo primo luglio e si sono lamentati».

La medaglia, chiaramente, ha pure un’altra faccia. Ed è la faccia della società e della maggioranza perché «la decisione presa - ci tiene a sottolinearlo l’amministratore unico Corrado Panesi- è stata avvallata dalla politica».

Ed è lo stesso Panesi a spiegare il motivo per cui di calcoli e conteggi Tasi e Imu in via Simon Musico dal primo luglio non se ne faranno più: «Quel tipo di attività - è la premessa - non è prevista nel disciplinare e non è negli accordi tra Comune e Master. La si faceva “abusivamente” con costi per i cittadini e noi non siamo favorevoli a far pagare il popolo. Costi perché - motiva l’amministratore unico - per i conteggi vengono distaccati tre dipendenti che potrebbero, invece, occuparsi di altro». E quando dice altro, Panesi si riferisce in particolare «ai controlli sulle cifre dovute e non versate, altrimenti il rischio è che si riscuota meno. Non dimentichiamo inoltre che il servizio reso dai patronati è gratuito, non vedo perché - prosegue - il cittadino massese che si rivolge al patronato dovrebbe comunque addossarsi i costi per i dipendenti Master distaccati a fare conteggi Imu e Tasi ad altri cittadini. Ne faccio una questione di equità».

E non finisce qui perché Corrado Panesi aggiunge pure che far conteggi Imu e Tasi potrebbe creare problemi alla società: «E se in quei calcoli, Master facesse un errore? Perché l’errore è umano ed è capitato. Allora sarebbe una barzelletta, il controllore che fa il controllato. Poi - e l’amministratore unico conclude - non vedo perché dobbiamo far concorrenza ai patronati». L’altra faccia della medaglia, di fronte ad un’opposizione che ribadisce il taglio ad un servizio utile per tanti cittadini che recandosi da Master potevano avere in mano gli importi da versare. —

 

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