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l’intervento del sindacato usb 

Sfratto dalla casa della Curia, provvedimento sospeso

Camilla Palagi
Sfratto dalla casa della Curia, provvedimento sospeso

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massa. Vivono in continua emergenza, spesso rinchiusi nei loro appartamenti. Si aggirano di ufficio in ufficio e passano di pratica in pratica, come viaggiatori inconsapevoli lungo una carreggiata affollata, all’ombra di una provincia in emergenza occupazionale. Cercano negli occhi degli assistenti sociali una qualche forma di sostegno per andare avanti. C’è chi ha bisogno, c’è chi ne ha di più. Sulla carta sono persone affiancate da numeri, simboli che determinano la loro posizione in graduatoria, che sia per un alloggio popolare, un sussidio o un’agevolazione. E quando in graduatoria entra qualcuno che ha più bisogno, cioè ha meno reddito, sia pure per qualche spicciolo, accade il dramma. Nel caso del signor Francesco il dramma significa dover lasciare casa, un appartamento di proprietà della Curia Vescovile in centro a Massa. Da ormai 4 anni - spiegano i legali dell’ente vescovile - non sostiene il costo dell’affitto. Certo la sua famiglia non vive in condizioni proprio floride: la moglie è stata riconosciuta invalida al 100%, il figlio ha uno stipendio che si aggira attorno ai 300 euro. Lui ha una pensione sociale da circa un anno. Dello sfratto sapeva da tempo. Ogni volta che il legale lo contattava, lui cercava di prendere tempo e prometteva di trovare una nuova sistemazione. Ma è difficile lasciare un tetto quando si vive in un mondo ad alto tasso di incognite. Francesco rimanda. Prova a trovare un compromesso. La paura di restare in mezzo alla strada è troppa. E la disperazione pure. Spera che la Curia non arrivi a sfrattarlo. Ieri mattina l’ufficiale giudiziario ha bussato alla sua porta. Al suo arrivo, con l’uomo c’erano i rappresentanti dell’Usb, l’Unione sindacale di base che da qualche mese si sta occupando delle persone che vivono in stato di emergenza abitativa. Usb ha partecipato ad un tavolo di trattativa con il legale della Curia e l’ufficiale giudiziario. Lo sfratto è stato momentaneamente sospeso. E della vicenda si riparlerà a settembre. Ma non è stato risolto il problema della carenza di risposte dalle istituzioni sul fronte dell’emergenza abitativa. Dal Comune, per quanto riguarda la vicenda, spiegano di aver messo in piedi tutte le iniziative possibili per evitare lo sfratto. E che con l’imminente pubblicazione del bando della Regione per la morosità incolpevole, si potrebbe aprire uno spiraglio per la famiglia di Francesco. Gli uffici spiegano inoltre di aver già provato lo scorso anno ad avanzare l’ipotesi di un possibile riconoscimento di morosità incolpevole. Ma che la Curia non avrebbe mostrato disponibilità a questa ipotesi. I legali dell’ente spiegano che c’è chi ha bisogno, ma anche chi ne ha di più. E il vescovo Monsignor Giovanni Santucci chiarisce: «Dobbiamo trovare una soluzione per loro, ma anche per noi». Il sindacato fa sapere di avere intenzione di continuare a sostenere la famiglia sotto sfratto e assicura: «Ci faremo sentire». —
Camilla Palagi

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