Toscana
Sanità, sindacati sul piede di guerra: «Servono assunzioni negli ospedali»
Le Rsu chiedono un incontro col prefetto: domenica scorsa solo 3 operatori socio sanitari per 98 posti letto nel turno. Pronti allo stato di agitazione
MASSA-«Solo al Noa: 22 infermieri in meno per lunghe assenze non sostituite, 12 operatori socio sanitari, una ventina di medici. Domenica scorsa tre operatori socio sanitari (oss) hanno coperto un turno di guardia con 98 posti letto. Il massimo dovrebbe essere di 16 posti letto per operatore».
Ci sono due rischi in condizioni simili: il burnout del personale sanitario e una qualità del servizio che - per usare un eufemismo - non sia sempre la migliore per il paziente. «I nostri ospedali - chiosa Emilio Chierchia, presidente delle Rsu per l’Asl Toscana Nord Ovest - stanno andando avanti grazie al senso di responsabilità degli operatori». Che non sono super uomini e super donne.
L’uscita dalla stanza dell’ospedale apuano, dove ieri mattina le Rsu hanno incontrato i dirigenti aziendali, è stata sofferta e stizzita: «Ci hanno detto - prosegue Chierchia - che sono in grado di garantire solo i turn over per pensionamento: 250 da qui a fine anno». Non assunzioni, anche interinali e a tempo determinato, per le lunghe assenze.
È stata come una porta chiusa in faccia. Al Noa c’erano le Rsu di Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursind dell’intera area Toscana Nord Ovest. Quindi Massa-Carrara, Viareggio, Lucca, Pisa e Pontedera, Livorno, Cecina, Piombino. Tutte realtà da cui, da oggi, è in vigore lo stato di agitazione, comunicato ai rispettivi prefetti. Se, anche dopo la convocazione da parte della prefettura, l’Azienda rimarrà sulle proprie posizioni, sarà deciso concretamente quanto e come attuare lo sciopero. A Massa le Rsu incontreranno i lavoratori in assemblea martedì 25 maggio.
Uno sciopero, ci tengono a sottolineare Valerio Musetti della Cgil, Stefano Masini della Uil e Massimo Francini della Cisl che «per senso di responsabilità» dalla nascita del nuovo ospedale, a Massa non c’era mai stato. Nonostante la carenza di organico sia diventata un problema sempre più cogente».
«Avevamo chiesto all’Asl - spiega Musetti - un confronto sul fabbisogno di personale. Nell’area Toscana Nord Ovest ci sono 400 lunghe assenze: maternità, assenze per gravi patologie, congedi parentali, aspettative non sostituite. Solo al Noa mancano una ventina di medici tra ortopedia, ginecologia, cardiochirurgia, pediatria. L’attività ambulatoriale in chirurgia è stata ridotta a causa di 4 pensionamenti non sostituiti negli ultimi due anni».
In estate, si sa, l’attività ospedaliera si riduce: «Ma anche in questo periodo, di solito - dice Francini - veniva preso qualche interinale per consentire a tutti di fare le ferie». «Con la chiusura ad agosto della Week e Day surgery alcuni infermieri venivano dirottati negli altri reparti. Ma stamani (ieri, ndr) - dice Chierchia - abbiamo avuto un’altra “bella” notizia. In alcuni ospedali Week e Day surgery resteranno chiuse per tutta l’estate».
Una situazione talmente grave che «non era possibile far altro che interrompere la trattativa: da un anno non abbiamo risposte. Non possiamo andare oltre, dobbiamo interrompere un meccanismo a spirale che non ci porta a niente dichiarando lo stato di agitazione. L’Azienda non prende posizione su come intervenire per risolvere le criticità dei servizi e della carenza d’organico».
Cosa succede quando manca un operatore per lunga assenza non viene sostituito? «Sui turni h24 - spiega Roberto Volpi, coordinatore Cisl Funzione pubblica di Area vasta - si crea un buco. O saltano il riposo o lavorano in organico ridotto. Siccome in sanità ridurre l’attività non è possibile oltre un certo limite, il personale deve essere in numero adeguato».
«È una situazione di stress - aggiunge Chierchia - che si riflette sulla qualità del servizio e sul clima interno». Che starebbe diventando pesante. Musetti e Francini rinnovano l’invito alla neo direttrice generale di Massa-Carrara, Maria Letizia Casani che, sostengono, da quando si è insediata a marzo «non abbiamo ancora incontrato».
La carenza di personale starebbe creando grossi problemi anche sul territorio: «A breve partiremo con la medicina di famiglia. La medicina d’iniziativa invece, non sta funzionando. Troppi compiti da svolgere con poche persone». —
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