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La “Cappella Sistina” di Andrea Bolgi

La “Cappella Sistina” di Andrea Bolgi

È in Puglia, a Conversano: realizzata dallo scultore detto “Il Carrarino”, è stata esaltata anche da Sgarbi

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CARRARA. Per la serie “Straordinari Dimenticati”, trovata la Cappella Sistina di Andrea Bolgi, detto “Il Carrarino” Nei due nuovi volumi del professor Giuseppe Silvestri le immagini inedite del ritrovamento; saranno presentati alla Fondazione Giorgio Conti a Carrara.Per chi vorrà vederla, la “Cappella Sistina” di Andrea Bolgi, basterà recarsi in Puglia, a Conversano, in provincia di Bari, nella Chiesa dei San Cosma e Damiano; basterà superare il portone di ingresso della facciata austera della chiesa, per trovarsi di fronte ad un'esplosione di sculture, decorazioni e figure allegoriche in stucco e oro, per rendersi conto di quanto alto sia il livello raggiunto "dal Carrarino", sia a Napoli come a Roma, dove era diventato addirittura “Principe dell’Accademia di San Luca” un’istituzione alla quale appartenevano i maggiori artisti del barocco.

E' una delle opere più importanti dell'invidiato scultore carrarese, celebre ritrattista nella Napoli e Roma Barocca Berniniana, ed è anche una delle perle di uno dei due nuovi volumi dedicati quest’anno ad Andrea Bolgi e Giuliano Finelli che saranno presentati sabato 29 giugno alle ore 17.30 a Palazzo Cucchiari (ingresso libero) sede della Fondazione Giorgio Conti, messa gentilmente a disposizione da Franca Conti e Fabrizio Ponzanelli.

Così dopo le pubblicazioni dedicate a Jacopo Antonio Ponzanelli, Danese Cattaneo da Colonnata e I Laboratori Palla e Barsanti di Pietrasanta, altri due scultori carraresi, entreranno a far parte della galleria di artisti riscoperti dall’Associazione Culturale Percorsi d’Arte, nell’ambito di un progetto ideato e coordinato dal prof. Giuseppe Silvestri docente di Arti Figurative al Liceo Artistico Felice Palma. Grazie alle ricerche messe in atto per la realizzazione del volume dedicato allo scultore carrarese definito da Sgarbi come “il genio che faceva ridere il marmo”, è venuta così alla luce, quella che può considerarsi l’opera più impegnativa e articolata realizzata da Bolgi, ritrovata in Puglia, a Conversano, ovvero la volta con affreschi di Paolo Fenoglio, magnificamente incorniciati dagli stucchi ideati e realizzati dal Bolgi, ovvero da quello che era allora uno dei più celebri scultori; un’attribuzione della volta al “Carrarino” confermata da numerosi studiosi ed in particolare da Francesco Lofano e Damian Dombrowski, una vera autorità ed esperto mondiale sia di Giuliano Finelli che di Andrea.

Come si spiega in una nota, sono ben nove gli studiosi, che hanno lavorato alle due nuove pubblicazioni, Luisa Passeggia, Cristina Andrei, Cristiano Giometti, Giacomo Montanari, Fabrizio Federici, Joris Van Gastel, Nicola Ciarlo, Clara Gelao, Romina Origlia. Decine le collaborazioni internazionali di studiosi e importanti musei, come il Louvre, il Victoria And Albert Museum, il Metropolitan di New York, il Paul Getty Museum, il Museo del Prado, il Boode Museum, il Kunst di Berlino e tanti altri sapientemente gestiti grazie alla collaborazione di Sandra Berresford; un lavoro partito circa tre anni fa, con una campagna fotografica che ha ripercorso e documentato tutte le opere sparse sul territorio nazionale ed estero. Trenta Chiese, cinque Basiliche Papali, tra le quali quella celebre di San Pietro, grazie alla fiducia del cardinal Comastri che con un permesso speciale, ha concesso alla troupe impegnata nel progetto, di lavorare a basilica chiusa, completamente soli (sebbene guardati a vista dalle guardie della Fabbrica), ed ancora a Casa Buonarroti, alla Galleria Borghese, la Galleria dell’Accademia di Venezia, ed ancora decine di palazzi pubblici e privati tra i quali Palazzo Barberini, Palazzo Venezia e molti altri ancora.

Un lavoro che ha consentito di far venire alla luce anche altre opere di Bolgi e Finelli, come il busto del Cardinale Galamini nella chiesa di Osimo ad Ancona, grazie agli studi di Fabrizio Federici, oppure il bellissimo busto di San Filippo Neri collocato nella Chiesa dell’Olivella a Palermo, trovata dallo studioso Joris Van Gastel e forse il busto più bello di Francesco Fiolomarino, trovato da Clara Gelao qualche decennio fa, Direttrice della Pinacoteca di Bari, dato ormai per disperso, anche se vincolato, ritrovato in una casa privata di Monopoli.
Bolgi arrivò a Napoli seguendo le tracce di Giuliano Finelli, probabilmente già nel 1650, entrambi in fuga dallo strapotere di Gian Lorenzo Bernini che domina (quasi) incontrastato la scena romana. —

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