Sicurezza
Un pugnale trafugato allo Stibbert e il maxi furto dell’80 alla Rocca
MASSA. Un antico pugnale trafugato, furti su commissione, legami tra Londra ed Emilia. C’è del giallo nella operazione coordinata dal maggiore Lanfranco Disibio, comandante del nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) dei carabinieri di Firenze, e dalla procura della Repubblica di Reggio Emilia sul mondo complesso del mercato
L’indagine parte nell’aprile 2016, quando gli investigatori localizzano a Londra, presso una nota casa d’aste, un importantissimo coltello asportato dal museo Stibbert di Firenze nel 1977. I militari ricostruiscono il percorso dell’antico pugnale, venduto per 60mila euro dagli autori del furto e poi rivenduto a 400mila a dei collezionisti. L’attività investigativa legata al ritrovamento del pugnale porta i carabinieri del Tpc in Emilia, a Reggio e Forlì. Dove vengono eseguite perquisizioni nelle abitazioni di tre collezionisti residenti nelle province di Reggio e Forlì. Ed è qui durante la perquisizione nella casa di un professionista emiliano che salta fuori la cassapanca del castello Malaspina. Grazie alla Banca dati dei carabinieri, si accerta che quel mobile venne rubato in un clamoroso colpo compiuto nella notte fra il 30 e 31 ottobre 1980 dal castello. Assieme a svariati altri 12 oggetti d’antiquariato di grande rilievo, tra cui tre pannelli di legno a rilievo, due cassettiere, inginocchiatoi alcune poltrone decorate (non ritrovati, almeno finora). Un furto su commissione condotto, evidentemente, con l’utilizzo di un camion, con un bottino valutabile sulle centinaia di migliaia di euro.
Il baule viene sequestrato su ordine della Procura di Reggio Emilia. Il professionista che l’aveva in casa viene indagato ma risulta estraneo agli illeciti: quella cassapanca l’ha avuta in eredità dal padre, defunto. E, quindi non può essere in alcun modo imputabile di ricettazione e altri reati. L’antica cassapanca, però, è “salva”. E, dopo vari passaggi burocratici, può essere restituita al “legittimo proprietario”. —
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