Il Tirreno

Tanti scelgono Ungaretti «Ma troppa discrepanza tra simulazioni e tracce»

Irene Rubino

QUI CARRARA I ragazzi del liceo classico Emanuele Repetti alle prese con la prova di Italiano: ecco le loro impressioni e le loro critiche 

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carrara. Ieri mercoledì 18 Giugno gli studenti del Liceo Classico Repetti si sono cimentati con la prima prova della della maturità: Ungaretti è stato particolarmente gettonato, ma i ragazzi hanno lamentato la discrepanza tra tracce e simulazioni.

«Molti hanno scelto Ungaretti - spiega Margherita Marri, affiancata dal suo affettuoso nonno - anche se non ce lo saremmo aspettati, lo abbiamo studiato a fondo. Sciascia, invece, era prevedibile. La traccia di attualità relativa all’uccisione del generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa da parte della mafia ci ha sorpresi. Anche quella su Gino Bartali ci ha colto alla sprovvista: difficile parlarne senza possedere una specifica cultura sportiva, anche se va reso onore alla grandezza del suo gesto, il salvataggio di oltre 800 ebrei dagli orrori del nazifascismo».

Margherita ha scelto il tema per il testo argomentativo intitolato «L’importanza del patrimonio culturale» a partire dal brano di un libro di Tommaso Montanari. L’argomento l’ha conquistata: «Montanari cita Dostoevskij dicendo che la bellezza salverà il mondo, ma anche il professor Salvatore Settis, che puntualizza che la bellezza non salverà proprio nulla se noi non la salveremo per primi. Allora mi sono focalizzata sulla preservazione dell’ambiente, parlando delle isole di plastica che si nascondono nei nostri mari, e sui pochissimi fondi che lo Stato destina a un patrimonio culturale straordinariamente ricco come quello italiano».

Anche Margherita Orlandi ha scelto la traccia dedicata al patrimonio culturale: «Le domande erano interessanti, e poi si parlava di materie umanistiche che sono la mia passione. Le altre tracce erano piuttosto complesse, alcune sostanzialmente diverse rispetto alle simulazioni».

Luca Pelliccia si unisce alla protesta: «Erano meglio le tracce delle simulazioni, queste non mi sono piaciute particolarmente. Il Ministero non le ha scelte bene». Luca ha commentato un brano di Steven Sloman e Philip Fernbach tratto da «L’illusione della conoscenza». «Sono stato un’ora e mezza a cercare di capire cosa fare, ero un po’ in crisi. Ho cercato di fare del mio meglio». Si è soffermato sul rapporto tra genio e stoltezza. I due autori scrivono: “E’ incredibile che gli esseri umani siano in grado di costruire bombe termonucleari; altrettanto incredibile è che gli esseri umano costruiscano effettivamente bombe termonucleari”.

Anche Christian Giusti ha trovato molto complesse le tracce proposte. Poi ha individuato quella che era più nelle sue corde: quella sull’eredità del Novecento, corredata da un brano del giornalista e scrittore Corrado Stajano. «Ho cercato di condurre il lavoro sui binari che volevo, muovendo una critica alla società a partire dai temi dell’imperialismo e dalla globalizzazione nella società capitalista, sulla scorta della mia recente lettura del filosofo Diego Fusaro. Mi piacerebbe studiare filosofia dopo il liceo».

Federica Lorenzoni ha trovato i temi proposti particolarmente legati all’attualità rispetto alle simulazioni: «Ero indecisa tra il tema su Bartali e quello su Dalla Chiesa, ma alla fine ho optato per quest’ultimo».

Bartali è stato invece l’opzione di Matteo Bertolini: «Sono appassionato di sport, mi ritengo una persona abbastanza informata e credo questa traccia non sia stata molto gettonata. Ho scritto molto e credo di aver articolato bene il testo, utilizzando anche la divisione in paragrafi». E adesso, dita incrociate per la seconda prova. —

Irene Rubino

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