Finanza
Sergio e Francesca, coppia nel segno dell’Arte
Si sono conosciuti alla fermata del bus, lei ragioniera, lui già artista affermato. Ora anche lei dipinge, il marito si è specializzato in fumetti e illustrazioni
CARRARA. Sergio e Francesca: uniti nella vita, sposati dall’arte. Sono Sergio Vanello di Luni, nato nel 68 e Francesca Iardella nata a Carrara nel ‘74.
Si conobbero nel ‘98 alla fermata dell’autobus davanti allo Zaccagna, dove lei aveva conseguito il titolo in ragioneria nel ‘93, mentre lui era già un ferrato disegnatore, laureatosi con lode all’Accademia di Carrara nel ’90. L’invitò a casa a vedere i suoi quadri e, paraninfa l’Arte, fra i due sbocciò l’amore, che portò la coppia a fidanzarsi e poi a sposarsi nel 2010: ovviamente in Accademia. Lei aveva nel cassetto, fin da piccola, il sogno artistico, ma i congiunti preferirono indirizzarla verso un diploma che consideravano più “sicuro” e concreto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.34619661:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.34619661:1652433592/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sergio invece deve molto a suo padre Sandro, che lo spronava fin da piccolo sulla strada dell’Arte, intuendone le capacità espressive, notevoli dobbiamo dire, nel disegno e nel “pennello”. Lui ama il barocco ambiguo e sfuggente di Velazquez anticipatore, con la sua personale stesura del colore, addirittura degli impressionisti, ed ammira l’inquietante Francis Bacon, considerando giganti gli austriaci Klimt e Schiele. La sua pittura è molto influenzata da questi grandi che in qualche modo dipingono in maniera esoterica ed onirica; non vorrei usare il termine surreale. Iniziò l’attività espositiva nel 1987 e negli anni a venire dilagò con mostre personali e collettive dappertutto, approfondendo il genere delle “Graphic Novel”. Ossia racconti illustrati colti da trame d’autori del genere poliziesco e dell’orrore in particolare dell’americano Lovercraft (1890-1937), categoria di cui l’eponimo fu il grande scrittore americano Edgar Allan Poe. Ci si rifà, insomma, all’epoca tra l’800 e il ‘900, a cavallo cioè delle teorie della psicanalisi di Freud che tanto influenzeranno le arti nella pittura espressionista, metafisica e il surrealismo (tra cui il cinema del grande Alfred Hitchcock).
Le illustrazioni di Sergio sono il frutto di una tecnica da “brividi” che, al servizio delle correnti intellettuali di cui sopra, scavano nell’inconscio dei personaggi da lui illustrati rendendoci visibili le loro tensioni e le loro paranoie. Si specializzò a Pisa nell’insegnamento ed è, dal 2017, professore di Arte e Immagine presso la scuola Taliercio di Marina di Carrara. Negli ultimi anni si è dedicato principalmente ai fumetti e, dopo aver partecipato, con storie sue, nelle ultime tre edizioni di Lucca Comics, da gennaio 2016 inizia la sua collaborazione con Aurea Editoriale Roma (Lanciostory e Skorpio). Nel 2017 ha inizio la sua collaborazione con Nicola Pesce Editore (Graphic Novel). È inoltre autore del romanzo “La ghigliottina mobile”per Aracne Editoriale, nel 2013 e nel gennaio 2017 esce la sua ultima monografia: “The art of Sergio Vanello” per Aracne Editrice, Roma.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.34619741:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.34619741:1652433592/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E Francesca, che già covava la fiamma dell’Arte sotto la cenere fin da giovane, si liberò da ogni pregiudizio e si ritrovò, fin dal 2001, con pennelli e tavolozza iniziando a muovere i primi passi su quella strada. L’affascinava Van Gogh e i primi allenamenti, con ottimi risultati, li fece imitando il grande Olandese. Nel 2016, anno dell’affrancamento dal lavoro di impiegata, cominciò a camminare con le proprie gambe e iniziò a dipingere soggetti in assoluta libertà (galli e pavoni) con una tecnica che andava sempre più sublimandosi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
