Il Tirreno

Beni SCOMPARSI 

Ritrovata antica cassapanca rubata 30 anni fa al castello

C.F.
Ritrovata antica cassapanca rubata 30 anni fa al castello

I carabinieri della Tutela patrimonio culturale l’hanno rintracciata a Reggio Emilia Il sindaco: «Bella giornata, questa riconsegna sia l’inizio del rilancio della Rocca»

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massa. Hanno fiuto da segugi e memoria di elefante, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. E un antidoto formidabile all’ “alzheimer” dei beni rubati, finiti chissà dove e dimenticati: la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, la più grande banca del genere al mondo con 1,2 milioni di “pezzi” catalogati. Ed è grazie a queste doti che hanno ritrovato e recuperatoalla collettività una cassapanca in legno di noce risalente al XVI secolo che era stata rubata al castello Malaspina quasi trent’anni fa, nella notte fra il 30 e il 31 ottobre del 1980.

«Una bella giornata per la città e per la tutela del patrimonio culturale e storico», ha detto il sindaco Francesco Persiani, alla “cerimonia” di riconsegna della cassapanca ieri mattina al Castello Malaspina, con tanto di accompagnamento di musica antica. «Questo ritrovamento – ha aggiunto – è uno sprone e un inizio per valorizzare il castello, un grande patrimonio e un luogo in cui sviluppare turismo di qualità».

«Grazie ai carabinieri per questo ritrovamento. La cassapanca verrà restituita al castello Malaspina e alla cittadinanza di Massa», ha detto a sua volta Angela Acordon, soprintendente Archeologica Belle Arti e Paesaggio della provincia di Lucca e Massa Carrara a cui è stato formalmente consegnato il mobile. La dottoressa Acordon ha anche voluto sottolineare l’importanza di “denunciare” alla Soprintendenza il possesso di beni di valenza artistico-storica: «In caso di furti o di calamità naturali (alluvioni, terremoti), l’esistenza del vincolo è fondamentale per il recupero, esso dà maggiore forza allo Stato per la restituzione dei beni».

«Dare la caccia ai tesori della nostra cultura trafugati è un lavoro di lunga durata. E reso estremamente complesso anche dai nodi legislativi e di diritto che legano la proprietà di questi beni. Ma è un lavoro affascinante». Parola del maggiore Lanfranco Disibio, il comandante dei carabinieri del Tpc che ha guidato l’operazione. —C.F.

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