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Minaccia di dare fuoco alla casa da sgomberare Il giudice lo assolve

Minaccia di dare fuoco alla casa da sgomberare Il giudice lo assolve

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massa. È il 19 maggio del 2017 quando Mohamed El Azhari sente trillare il campanello di casa. Va ad aprire e sulla soglia trova due vigili urbani: sono lì per notificargli un’ordinanza si sgombero. Quella abitazione, infatti, di proprietà dell’ente edilizia popolare, non è stata assegnata a lui, ma a sua madre che lì non ci abita più.

Mohamed El Azhari, quindi, deve lasciarla. Di fronte a quell’ipotesi, però, si allarma: ha due figli piccoli e non sa dove trasferirsi. È per quello - emerge dal processo - che grida “Se devo sgomberare la casa, avendo due figli piccoli, do fuoco a tutto, me lo dice Dio e la mia coscienza, apro il gas e faccio saltare tutto”. E proprio per quella frase si ritrova a processo con l’accusa di aver minacciato i due agenti della municipale per costringerli a compiere atti contrari ai propri doveri. Insomma, per evitare che gli notificassero l’ordinanza di sgombero.

Secondo il giudice monocratico Giovanni Tori però la volontà di costringere i vigili a non fare quanto compete loro non c’era tanto che nei giorni scorsi lo stesso Tori pronuncia la sentenza di assoluzione. Sentenza che arriva dopo aver sentito come testimoni gli agenti della municipale i quali - come ricorda la difesa - « hanno escluso che la minaccia proferita fosse idonea ad incidere effettivamente sulla loro attività».

eLa tesi della difesa, quindi, convincono il giudice: l’imputato era difeso dall’avvocato Gianmarco Rava e la discussione è stata tenuta dal sostituto processuale dell’avvocato Rava, il dottor Nicolò antonioli. Assoluzione quindi per Mohamed El Azhari . —
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