La protesta
Gli viene riconosciuta l’Ape Sociale, ma l’aspetta da tre mesi
carrara. Prima lo spiraglio; la speranza che quella misura varata potesse risolvere qualche problema. Quindi la ricerca dei documenti, la compilazione e la consegna, con tanto di risposta positiva che fa tirare un sospiro di sollievo. Poi - ricostruisce il protagonista - il quadro si complica e l’epilogo felice ancora non c’è: un iter infinito fatto di fogli, rinvii, attese.
A raccontare la storia è un concittadino di 64 anni che, ci dice, è ancora in attesa - parliamo di mesi – di ricevere la prima mensilità prevista dall’Ape Sociale. E cioè, un accompagnamento all’età pensionabile che spetta soltanto in casi specifici e arriva dalle casse statali, erogata da Inps. E proprio dal sito dell'istituto spiegano che l'Ape Sociale è «una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019, intesa ad accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni e soggetta a limiti di spesa». Ma torniamo al caso del concittadino: «Ho 64 anni e mezzo e a metà novembre dello scorso anno - spiega ripercorrendo la vicenda - ho terminato il periodo di disoccupazione e, soltanto a quel punto, rispettando i giorni previsti dalla norma, ho inoltro con il patronato di riferimento la domanda per ricevere l'Ape Sociale»
A quel punto il 64enne carrarese attende fiducioso il primo marzo per incassare la prima mensilità. Anche perché, spiega, «ero tranquillo, andava tutto bene, mi hanno dato l'ok per la pratica dagli uffici». Domanda accettata, ci ripete più volte. Passa marzo, poi passano anche aprile, maggio e anche buona parte di giugno: non arriva nulla. Il cittadino si reca negli uffici, chiede, «ma da allora devo ancora ricevere i soldi; neppure una mensilità e ogni volta mi rimpallano. A luglio sarebbe la quinta mensilità da quando ho inoltrato la domanda facendo i conti e vorrei sapere almeno una data certa. Non sono l’unico inoltre - va avanti - dicono che sia tutto bloccato per noi che richiediamo l’Ape Sociale perché gli uffici devono dare la priorità a chi ha richiesto, in questo momento, Quota 100», continua prima di fare un vero e proprio appello: «Ne ho bisogno, sono mesi che non ricevo soldi e a casa ho una persona malata che necessita delle cure».
Tempi lunghi, ma per ora in linea con iu tempi medi delle pratiche. Nel frattempo, dagli addetti ai lavori arriva qualche consiglio per il concittadino e per chi, come lui, si trova in una situazione simile. Il primo passo è quello di richiedere, attraverso il patronato di riferimento, un appuntamento presso le sedi Inps. Un incontro mirato per far luce e per valutare lo stato della pratica. E sono sempre gli esperti del settore a fare il punto della situazione, escludendo l'ipotesi di un “blocco” di alcune procedure rispetto ad altre: se la pratica è stata accettata, la somma verrà erogata, anche se - fanno notare – le tempistiche, seppur lunghe, sono in linea con altre pratiche. —
Luca Barbieri
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