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il caso 

Il Comitato Politeama: il processo riparte per la sesta volta, rischio prescrizione

Il Comitato Politeama: il processo riparte per la sesta volta, rischio prescrizione

Appello al Comune: ha 180 millesimi di proprietà, non decide una linea di condotta a tutela del patrimonio

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CARRARA. «Il 1° luglio 2019 ci sarà la prima udienza del processo per i cedimenti strutturali del corpo centrale del Politeama. Quei cedimenti che hanno messo la pietra tombale sul Teatro Verdi, che comunque era già inagibile dato che le sue uscite di sicurezza sono state ostruite da appartamenti e costruzioni commerciali»: lo ricorda, in un articolato documento, il Comitato del Politeama. E aggiunge: «Ora qualcuno si starà dicendo: “Ma come? I cedimenti sono del 2008 e la prima udienza del processo è nel 2019? Allora è vero che la giustizia non funziona in questo paese”. Beh, dipende dai punti di vista, per qualcuno funziona benissimo: questa infatti è la prima udienza sì, ma per la sesta volta.

Da quando è stato istruito questo processo ha cambiato sei giudici e ogni giudice ha dovuto necessariamente riavviare la procedura e ripartire da zero, come se tutto quello che è stato già detto, dibattuto ed accertato fino a quel momento non fosse mai stato detto, dibattuto ed accertato (giudice Ferri fino al 2012; giudice Garofalo fino al 2014, giudice Sgambati fino al 2017, giudice Congiusta fino al 2018, giudice Prudente fino al 2019 e ora finalmente, giudice Basilone che terrà la prima udienza il primo luglio 2019).. «Noi sappiamo - sostiene il Comitato - che il cedimento dei pilastri è dipeso dai lavori di sopraelevazione del tetto fatti per costruire appartamenti, sovraccaricando così con quintali di cemento l’equilibrio di una centenaria struttura in mattoni, e che stando così le cose la responsabilità è da attribuire a chi ha commissionato quei lavori. Lo sappiamo perché è emerso chiaramente dalle perizie dei consulenti del tribunale e dalle testimonianze presentate nelle udienze fatte in questi 11 anni. Il giudice che il 1° luglio presiederà la sesta “prima udienza” invece dovrà fare finta di non saperlo o di non poterlo sapere senza ricominciare ad ascoltare testimoni che ridiranno le solite cose e periti che riconfermeranno le solite perizie che riporteranno alle solite conclusioni… mentre la prescrizione non ricomincia, e corre, e il sesto giudice poi potrebbe sempre essere sostituito da un settimo…». «A questo punto uno potrebbe chiedersi: “Ma perché si cambiano tutti questi giudici?” Eh già, perché?».

Al Comitato «sembra che ci sia qualche passaggio di troppo in questa vicenda… e ci pare che la giustizia sia incartata dentro le maglie di una burocrazia che arriva rendere legittimo negare l’evidenza. Tutto questo favorisce ovviamente solo chi potrebbe trarre vantaggio dalla prescrizione». Il Comitato inoltre scrive: «Ci stupiamo molto che l’Amministrazione Comunale, che gestisce per il Comune la proprietà del condominio Politeama per 180 millesimi e ha un diritto sulla gestione del Teatro, non faccia sentire la sua voce in questa vicenda né a livello pratico, né politico; del fatto che non richieda riunioni di Condominio per potersi informare sulla situazione e decidere una linea di condotta a tutela di un patrimonio cittadino; che non abbia idea dello stato di manutenzione dei 2800 puntelli che sorreggono il palazzo; che non si preoccupi del fatto che lo stabile non ha ancora un certificato di messa in sicurezza. Il 1° luglio è alle porte, la prescrizione anche. Sarebbe bene muoversi, perché in cava si dice che ’l pes i n dorm, e il peso del Politeama è sempre lì, in centro città, che incombe su tutti noi». «Chiediamo pertanto al Sindaco di esprimersi con forza a fianco del Comitato per la Difesa del Politeama, e dei tanti proprietari che fanno parte dei tre condomini posti nell'edificio martoriato».

Non solo: «Se il processo andrà in prescrizione senza essere arrivato almeno ad un grado di giudizio, non vi sarà possibilità di addebitare ai responsabili il costo di 200mila euro di progettazione e 3 milioni di euro di lavori per il recupero del solo condominio centrale, dove il Comune possiede 180 millesimi di proprietà, e quindi saranno spesi molti soldi pubblici», «Chiediamo inoltre al Sindaco di richiedere il rilascio della dichiarazione di messa in sicurezza di tutti e tre i condomini, la manutenzione dei puntelli di proprietà della Caprice e la messa in atto del rogito Attuoni, al fine di ritornare nella piena disponibilità del teatro con costo a carico della Caprice, vecchia o nuova che si faccia chiamare (sono i soliti soggetti a farne parte)». —

 

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