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il caso  

Il Pri: sui pini, sbagliati il metodo e i modi

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CARRARA. Il Pri sul caso dei pini «non si associa alla polemica sterile perché non siamo qui a parlare come esperti di manto stradale né quali agronomi, ma sicuramente c’è un errore di fondo nel metodo e nei modi in cui questa decisione è maturata». «Riqualificare il litorale e ridare piena funzionalità ai marciapiedi danneggiati dalla radici dei pini è un dovere e non mettiamo in dubbio che, in estrema ratio, non si potesse arrivare anche a questa decisione, ma ci chiediamo quali siano state le altre opzioni vagliate ed il motivo per cui siano state scartate. All’atto dei fatti le risposte da parte dell’amministrazione in questi giorni sono state inflessibili, con il fare di chi ha molte più certezze di quanto ha mostrato fino ad ora in altri ambiti. Quello che invece vediamo chiaramente è una ingiustificata urgenza appellandosi alla pericolosità dei pini, utilizzando i problemi seri dei diversamenti abili come elemento di giustificazione di una scelta». E ancora: «Lo scempio dei pini mozzati che ha girovagato sul web, per una parte della cittadinanza è una ferita indelebile quasi come cancellare deliberatamente ed arbitrariamente un pezzo di storia di Marina. Questa decisione, anche se fosse stata inevitabile, diventa inammissibile ove si consideri che non è stata assolutamente condivisa con i cittadini. In un periodo storico in cui si parla di ambiente e del futuro delle prossime generazioni si spendono circa 90.000 euro (solo per il primo lotto) per abbattere degli alberi sani e sostituirli con delle Palme? Davvero non esistevano altre soluzioni?». —

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