Il Tirreno

l’altro fronte 

Convegno a Milano, si parla di erosione della costa apuana

Convegno a Milano, si parla di erosione della costa apuana

Organizzato dai paladini apuo-versiliesi mercoledì. Rilanciata la proposta: «Il porto di Carrara solo turistico»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA Le coste italiane si estendono per 7.458 chilometri, con un rapporto coste area di 25 metri per km2, e pongono il nostro paese al quindicesimo posto nella lista degli stati per lunghezza di coste.. Da qui si capisce perché intorno a questo potenziale si è sviluppata un’importante economia turistica balneare, minacciata dall’erosione costiera, un fenomeno naturale, presente in tutto il mondo, accentuato ora anche dai cambiamenti climatici. Alla domanda se è un male curabile vuole rispondere l’incontro del comitato scientifico di Planet Life Economy Foundation, che si terrà a Milano, mercoledì alle 18,30.

Quattro i relatori: Giovanni Sarti, docente di Scienze della Terra - Università di Pisa, coordinatore del Forum Internazionale del Mare e delle Coste, promosso dal comune di Forte dei Marmi, e del Team Coste, accordo quadro fra le uiversità di Pisa, Firenze e Siena, illustrerà i fattori meteoclimatici, geologici, biologici e antropici, che determinano l’ erosione o l’avanzamento della linea di costa.

Per entrare nello specifico e passare ai possibili rimedi si analizzerà il caso della costa apuana. Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi, associazione che da 20 anni si occupa di erosione della spiaggia, mostrerà attraverso una ricostruzione in immagini dal 1900 a oggi, spiagge anche di 150 metri, come ai Ronchi la spiaggia della principessa (Paola Ruffo di Calabria, poi Regina del Belgio), ora ridotte a 50 metri, a quale ritmo l’erosione sta galoppando ed è arrivata alla parte Nord di Forte dei Marmi e l’ininfluenza, anzi a volte il danno arrecato dalle opere di difesa, quali scogliere, tubi sommersi, che hanno fatto spostare solo l’erosione verso sud. Si vedrà anche quanto sono cresciute sino a 250 metri le spiagge a ponente verso Viareggio e oltre, tanto che l’unico rimedio possibile emerso dal Forum è quello del ripascimento, che consiste nel prendere la sabbia dalle zone in accumulo per portarle a quelle in erosione. E la Regione Toscana nell’agosto 2017 ha fatto proprio questo orientamento emerso dal Forum di Forte dei Marmi, capitanato dal professor Mauro Rosi dell’Università di Pisa, per cui dovrebbe partire quest’autunno (purtroppo in ritardo di un anno) un ripascimento pilota a Poveromo.

Ma chi è il colpevole di tale accelerazione? «Il porto di Carrara. Lo dice la relazione Commissione Lizzoli del 1802, che parla già di un porto innaturale che avrebbe portato un’erosione di 200 passi ogni 52 anni. Lo hanno detto 59 scienziati di tutto il mondo. A rischio, secondo Paolo Corchia vice presidente nazionale di Federalberghi e consigliere fondatore dei Paladini, sono i valori di un ambiente unico di spiagge, mare e apuane, frequentato, amato e ritratto da intellettuali come D’Annunzio, Thomas Mann, Carrà, Ungaretti e un’ economia turistica calcolabile in 3 miliardi di fatturato annuo, con almeno 15.000 addetti per il comprensorio da Carrara a Viareggio», sostengono i paladini apuo-versiliesi. «Se il porto di Carrara è un piccolo porto commerciale, tanto che è stato accorpato al porto di La Speziapotrebbe essere senza alcun ampliamento un grande porto turistico, dove però verrà lasciata una banchina per il commerciale, perché non si può prescindere dalla identità di un luogo, così che il porto al contrario, andrà a rafforzare questa identità», questo, secondo l’idea di Tiziano Lera, noto architetto naturalista e socio dei Paladini. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini