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Rapina con spari a Romagnano, si è consegnato il terzo autore del colpo

Rapina con spari a Romagnano, si è consegnato il terzo autore del colpo

L'episodio risale all'11 agosto del  2011 e avvenne, nell'ora di punta, all'ufficio postale

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MASSA. Si è costituito alle forze dell’ordine nei giorni scorsi Luciano Fabbro, l’ultimo componente della banda che rapinò l’Ufficio Postale di Romagnano nell’agosto 2011 insieme a Umberto De Capitè e Fortunato Foti.

La rapina avvenne a mano armata e fece clamore proprio per i colpi di pistola sparati all’interno dei locali. Luciano Fabbro fu accusato di essere il basista. Processato nel marzo 2018 fu condannato ad 8 anni di reclusione ma assolto da altri reati minori di furto aggravato. L’avvocato Valter Mattarocci suo difensore di fiducia propose appello e la terza sezione penale della Corte di Appello di Genova nel novembre 2018 ridusse la pena ad anni 6 di reclusione.

La questione si è chiusa  l'11 giugno scorso, con Luciano Fabbro, che accompagnato dall’avvocato Valter Mattarocci si è presentato presso la Casa di Reclusione per pagare il suo debito con la giustizia. È l’11 agosto del 2011 quando all’ora di punta e i dipendenti sono alle prese con raccomandate e prelievi, e due uomini entrano in ufficio. Non possono passare inosservati perché si presentano a suon di spari. Entrambi hanno una pistola, ma solo uno di loro punta l’arma verso l’alto, colpisce le pareti e un armadietto. Per i clienti sono momenti di terrore. I due rapinatori hanno tentato di nascondere i tratti del viso indossando un collant, il volto si deforma, ma i lineamenti rimangono ben impressi nella mente di chi si è improvvisamente trovato davanti i due uomini.

Così impressi da poterli riferire, più tardi, agli uomini della squadra mobile che si precipitano sul posto. I due malviventi sono determinati, una sicurezza e decisione la loro che fa pensare a “professionisti”, vogliono uscire dall’ufficio postale con il bottino tra le mani.  I rapinatori, malloppo tra le mani, scappano: sono riusciti a portar via 10mila euro. Non perdono un secondo, raggiungono una vecchia Fiat Uno e fuggono. Immediata la telefonata dei dipendenti sconvolti alla polizia. Gli agenti misero posti di blocco in tutta la provincia, cercando di bloccare i fuggitivi che infine furono catturati. Più a lungo si cercò il terzo complice, il basista, alla fine appunto individuato in Fabbro, che alla fine però, dopo anni, si è consegnato alla giustizia. –
 

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di Redazione web