Sicurezza
«Ora e sempre Resistenza» Stamani l’omaggio a “Tito”
Due circoli antifascisti celebrano Marcello Garosi e la formazione Mulargia E attaccano il sindaco Persiani e i «politicanti delle commemorazioni»
MASSA. Pace fatta tra amministrazione di centrodestra e antifascisti? Pare proprio di no. O, almeno, la tregua non è stata “firmata” da tutti. Stamani alle 10 il Centro di documentazione “Gino Menconi” di Marina di Massa e il circolo “Partigiani Sempre” Tristano Zecanowski 'Ciacco' di Viareggio si ritrovano alla Casa Socialista di Forno, per rendere omaggio al comandate Marcello Garosi “Tito” e ai partigiani della formazione “Mulargia”.
Si tratta della commemorazione del 13 giugno '44, quando a Forno si svolse una battaglia per contrastare l'attacco delle Ss. tedesche, X Mas e Gnr. I tedeschi furono fermati nelle loro direttive di marcia, immobilizzando 3 camions e un semovente. Nonostante la resistenza, i partigiani dovettero cedere alla superiorità di uomini e armi nazifasciste. In quella battaglia, il Comandante “Tito” perse la vita e la formazione partigiana “Mulargia” fu decimata. Tra partigiani e civili le vittime furono oltre 70. Fu dalla sconfitta militare che nacquero le nuove Formazioni partigiane che operarono sulle Alpi Apuane, da Carrara a Lucca, determinando la sconfitta del nazifascismo. Forno fu teatro di un eccidio, tappa della “tecnica del massacro” (Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema sono significativi) che prevedeva, da parte del criminale Kesselring, di mettere a ferro e a fuoco tutta la zona dell’Appennino tosco-emiliano, dove era forte la presenza delle formazioni partigiane.
Ma la commemorazione è anche l’occasione per un attacco dei due circoli “partigiani” ai «i politicanti di turno, gli antifascisti delle commemorazioni, i fascistelli in doppio petto e loro amici revisionisti e opportunisti», che vogliono «deformare, falsificare e cancellare la storia».
«I ripensamenti del sindaco di Massa, con le sue dichiarazioni a Forno: “sono onorato di essere qui oggi ...”, – scrivono – non fanno dimenticare gli squallidi e provocatori episodi avvenuti in questi mesi a Massa, dall'incappucciamento, con sacco del pattume, del comandante partigiano 'Vico' fino alla lapide al podestà fascista Bellugi».
E non è possibile, proseguono il “Gino Menconi” e il “Partigiani Sempre «far finta di niente di fronte alle politiche tese a reprimere ogni forma di dissenso e opposizione politica e sociale; con il recente “Pacchetto Sicurezza” di Salvini e governo, intendono criminalizzare ogni movimento e realtà che lotta contro l'oppressione e lo sfruttamento del capitale: dal movimento NoTav alla NoTap, dalle rivolte nei lager dei Cie alle lotte contro ogni forma di repressione del dissenso, dalle mobilitazioni e gli scioperi dei metalmeccanici a quelle dei ferrovieri, della scuola, del pubblico impiego ai licenziamenti politici ed economici, alla salute ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro». Ed è anche per questo, concludono, che bisogna continuare a «difendere e tramandare gli insegnamenti del movimento partigiano». —
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