Bagno Lunezia, qui è tutto rose e fiori E c’è anche un mini hotel vista mare
Pietro Giorgieri e la moglie Liviana puntano su comfort (con maxi parcheggio) e tranquillità. E sull’amore per le piante
MARINA DI CARRARA. L'ospitalità, la pulizia e la gentilezza sono gli aggettivi che contraddistinguono il bagno Lunezia di Pietro Giorgieri. Il bagno in origine si chiamava Gabriella, poi nel 1985 quando è stato acquistato da Pietro e da sua moglie Liviana è diventato appunto Lunezia. Un fronte spiaggia di trentadue metri con una profondità di trentacinque che nel complesso ospitano: un hotel con sei camere vista mare e terrazza, un ampio bar ristorante interno più un gazebo esterno per i clienti che scelgono di pranzare o cenare al mare, un'area giochi per bambini fino ad 8 anni e un campetto da calcio. E c'è posto anche per un piccolo giardinetto e quattro gazebo per consumare i pasti o fare merende fai da te. Insomma, delle piccole isole per chi sceglie di portarsi il cibo da casa.
La spiaggia dello stabilimento per evitare l'effetto carnaio ospita un centinaio ombrelloni: «Abbiamo deciso di non metterne altri - spiega Giorgieri - per dare un maggior senso di respiro a chi frequenta la nostra spiaggia. Ci sono bagni anche più piccoli che di ombrelloni ne riescono a mettere centoquaranta. Noi siamo diversi, per scelta preferiamo avere meno clienti ma dare il giusto spazio a quelli che ci scelgono. Questo numero ridotto di ombrelloni inoltre permette di avere una maggiore pulizia. E sempre nell'ottica di garantire alla clientela il massimo, ogni anno stendiamo quattro passerelle raggiungibili con passi da ogni ombrellone. Si tratta di un servizio che diamo per evitare disagi a chi sale verso il bar o ha necessità di usare i servizi, con una sola o due passerelle le persone sarebbe costrette ad attraversare la spiaggia, magari scottandosi i piedi con la sabbia rovente».
Il bagno nel corso degli anni è stato ristrutturato due volte: «Quando l'abbiamo acquistato - prosegue Giorgieri - era un po' una baracca. Dopo due ristrutturazioni l'effetto è questo». Tra gli optional del bagno il grande parcheggio privato a cui si accede senza nessuno sforzo. Grazie ad un sistema di lettura della targa i clienti, infatti, non devono alzare neppure un dito per alzare la sbarra. Il parcheggio del Lunezia, inoltre, ha anche una zona attrezzata per la sosta dei camper. Tornando all'interno dello stabilimento balneare si vive un po' l'effetto del giardino botanico. Giorgieri è un'amante delle rose e delle piante in genere. Non a caso è riuscito a riempire quasi ogni angolo del bagno con una qualche pianta. Solo di rose ne ha venti varianti. Le piante sono un po' il suo orgoglio.
Facendo un passo indietro e tornando al nome Lunezia: forse non tutti sanno che si tratta di un toponimo che richiama la proposta di creare una regione che fu variamente definita col nome " Apuo - Lunense" " Emiliano - Lunense" "Emilia - Appenninica" o Regione Apuana. Non a caso il bagno di Giorgieri è sede dell'associazione Lunezia, di cui è stato il vicepresidente fino a pochi mesi fa. La regione ideale secondo i fautori di questa corrente dovrebbe racchiudere Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia e Toscana. Vale a dire le provincie di Massa Carrara, Mantova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e la Spezia. Provincie accomunate da legami geografici, storici e culturali.
L'altra curiosità riguarda la scelta dei colori che contraddistinguono il bagno, e che visti dal mare contrastano con le tinte unite degli stabilimenti confinanti. E cioè i colori dell'arcobaleno: «si tratta di una scelta politica ben precisa - conclude Giorgieri - ho scelto i colori dell'arcobaleno proprio per questo». —
Alessandra Poggi
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