Sicurezza
Serie di arresti nelle case fantasma dello spaccio
Fermati in tre, vivevano accampati tra rifiuti e siringhe in un’area abbandonata di una fabbrica nella zona di Turigliano
CARRARA. Si sono addentrati in una vita ai margini, fatta di case fantasma abitate da spettri. Dove però il consumo e lo spaccio di droga sono ben più materiali e le situazioni di degrado hanno fatto sì che i carabinieri abbiano messo a segno una serie di arresti.
Si tratta di fabbricati e case “fantasma” che vengono occupati abusivamente, oppure utilizzati come luoghi di spaccio per vendere dosi di droga agli acquirenti che poi consumano le sostanze sul posto, lasciando evidenti tracce del loro passaggio.
All’interno di una vasta area adiacente una fabbrica abbandonata che si trova a Turigliano, a poche decine di metri da un grande supermercato a ridosso dell’Aurelia, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile si sono addentrati in un percorso ad ostacoli seguendo uno dei sentieri che attraversa una specie di “parco” sterrato pieno di cespugli spinosi, arbusti ed erba alta, dove hanno trovato siringhe abbandonate qua e là, rifiuti di ogni genere e aree di bivacco.
Ad un certo punto sono spuntati dal nulla due volti “noti” ai militari dell’Arma, originari del Marocco e con una sfilza di precedenti penali alle spalle, che evidentemente non si aspettavano di trovarsi di fronte le divise in quel luogo così spettrale. Sono stati entrambi controllati e perquisiti, ma vicino a loro i carabinieri hanno trovato soltanto tracce di consumo di stupefacenti. Dopo aver individuato il foro della recinzione utilizzata dagli intrusi per accedere in quell’area, i militari hanno fatto irruzione in un’abitazione poco distante lungo via Piombara.
Entrati in quel fabbricato abbandonato sprovvisto anche di energia elettrica, i militari dell’Arma hanno trovato giacigli di fortuna con dei vecchi materassi, tra i rifiuti e in una precaria situazione igienico sanitaria. È stato trovato nascosto nel bagno un originario del Marocco , un ri ricercato da alcuni mesi poiché colpito da un ordine di carcerazione Per lui sono scattate le manette e dovrà scontare in carcere sette mesi.
Stessa sorte toccata a un altro magrebino di 29 anni, anche lui ricercato per una condanna a sette mesi di carcere per spaccio di droga. Sono stati i carabinieri di Fossola a tendergli una trappola nell’abitazione dove qualche giorno prima era stato arrestato il suo connazionale.
I carabinieri di Marina di Carrara, invece, si sono messi sulle tracce di un pregiudicato 23enne originario del Marocco, che da alcune settimane non si era più presentato in Caserma per rispettare l’obbligo di firma, imposto dal giudice dopo il suo arresto ad aprile dopo un rocambolesco inseguimento. Dopo aver setacciato varie abitazioni abbandonate dove il giovane era solito trovare rifugio, i lo hanno rintracciato e per lui si sono aperte le porte del carcere. A proposito delle ultime il maggiore Cristiano Marella, comandante della compagnia di Carrara, dichiara: «Le operazioni antidegrado portate a termine negli ultimi giorni hanno confermato come spesso gli edifici abbandonati diventino il rifugio ideale non solo per i senzatetto ma anche per pregiudicati o spacciatori senza fissa dimora. Per debellare forme di abusivismo e criminalità diffusa legate a questo tipo di fenomeno, sono importantissime le segnalazioni dei cittadini». —
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