Sicurezza
Da luglio nuove analisi alla ex Farmoplant
Prelievi su 20 pozzi (8 all’interno, 12 nelle vicinanze) per capire con quale efficacia agisce la barriera idraulica
Quattro campagne di prelevamenti in un anno, a cadenza trimestrale, con partenza a luglio. Sono stati individuati 8 pozzi lungo la barriera idraulica installata da Edison e 12 pozzi nella cinturazione a monte e a valle. Obbiettivo: monitorare la falda, e verificare l’efficacia “contenitiva” delle barriere idrauliche. Fare un punto sui tipi di veleni presenti e da dove provengono: se tutti dall’area ex Farmoplant o, come sostiene Edison, “da monte idrogeologico”. È sulla base di quest’affermazione, infatti, che l’azienda ha fatto ricorso al Tar contro le prescrizioni di Arpat. Il giudizio è ancora pendente.
Ieri mattina consulenti dell’azienda, tecnici di Arpat e del Comune si sono incontrati all’ex Farmoplant per individuare i pozzi da includere nella campagna di monitoraggio. «La barriera idraulica di Edison – spiega Simone Fialdini, funzionario tecnico dell’Ufficio ambiente – pompa acqua e la porta al depuratore, che a sua volta la reimmette nel lavello. Il depuratore, naturalmente, ha lo scopo di abbattere il carico contaminante della falda. Lì ci sono manganese, ferro, trielina, piombo, solfati, ammoniaca (oltre 26 volte il valore di riferimento indicato dall’Istituto superiore di sanità).
Nella conferenza con il Ministero Arpat ha chiesto a Edison di costruire una rete piezometrica per capire con quale efficacia la barriera opera». Efficacia che può essere verificata solo con delle analisi. «L’incontro di stamani (ieri, ndr) ci è servito a definire quali pozzi far entrare nel monitoraggio. Alcuni erano già stati individuati da Arpat e dalla società incaricata da Edison. Ci siamo confrontati fino ad arrivare ad una scelta». Così come sono stati scelti gli analiti, e la modalità di campionamento. «Con il rilievo della piezometria, ossia della profondità della falda, e l’analisi chimico-fisica dell’acqua di falda».
«Si è deciso che la campagna di prelevamento sia trimestrale, con partenza da luglio. Non che non ci siano stati controlli in precedenza, ma la rete di monitoraggio sarò ampliata. Le analisi saranno eseguite da Arpat». Tra un anno sarà possibile capire l’efficacia della barriera installata da Edison e gli eventuali interventi aggiuntivi da apportare.
I risultati saranno valutati e discussi entro l’estate 2020. «Un report semestrale non varrebbe molto – spiega Fialdini – Abbiamo bisogno di rilievi sia nei periodi di magra che di morbida, con le piogge e senza piogge. Il campionamento deve avvenire in condizioni meteoriche tra loro differenti». –
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