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La centrale di droga nel bosco, condannati padre e figlio

Libero Red Dolce
La centrale di droga nel bosco, condannati padre e figlio

I carabinieri li avevano sorpresi con oltre 15 chili nascosti persino tra il letame Per indagare si erano travestiti da cercatori di funghi. Pene di 6 e 5 anni

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Condannati il “Vecchio del monte” Cirio “Ivo” Lattanzi e il figlio Samuele, due spacciatori fermati dai carabinieri lo scorso ottobre e considerati tra i rifornitori più importanti dello spaccio a Carrara e anche nelle zone limitrofe. L’avvocato che li difende, Giovanna Barsotti, aveva chiesto il rito abbreviato e il gip Dario Berrino li ha condannati: 6 anni per il padre e 5 per il figlio. E il sequestro del denaro che fu trovato in loro possesso al momento dell’arresto.

Un’operazione importante quella messa a segno dal nucleo operativo d ei carabinieri della compagnia di Carrara lo scorso autunno. La fase investigativa era stata lunga e laboriosa, con i militari costretti a travestirsi da cercatori di funghi per non insospettire i due personaggi che portavano avanti la loro attività in mezzo ai boschi della Maestà. Una posizione isolata che consentiva loro un certo controllo dell’area, pronti a mettersi in allerta per qualunque segnalo strano avvertissero.

Quando i carabinieri fecero irruzione del casolare trovarono centocinquanta panetti di hashish, per un totale di 15 chili, cinquanta grammi di cocaina, un chilo di marijuana essiccata e sei grammi di funghetti allucinogeni.

Sostanze che, sul mercato avrebbero fruttato dagli 80 ai centomila euro e che erano conservati sotto il letame dei cavalli, negli incavi degli alberi, nei soprammobili della cucina e nel capanno degli attrezzi.

Molto più dura la richiesta della pm Moramarco che avrebbe voluto una condanna a 10 anni di padre e figlio. I due erano accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente sia di marijuana e hashish e cocaina. Lo snodo fondamentale del processo era stabilire quale fosse il reato più grave, perché droghe pesanti e droghe leggere sono due reati distinti.

La posizione difensiva, soprattutto per quanto riguarda Samuele, è che non ci siano le prove che lui abbia agevolato l’attività di spaccio. Mentre al padre sono stati ritrovati 15kg di marijuana che lui ha consegnato agli inquirenti. Sulla coca invece la legale invece sostiene che Lattanzi padre non fosse a conoscenza del fatto che fosse in caso, tanto più che non l’ha consegnata ai carabinieri al momento dell’operazione. E per Samuele Lattanzi ha chiesto l’assoluzione. In ogni caso Barsotti ha annunciato che farà ricorso in appello.

L’operazione prese avvio un anno prima degli arresti a seguito di alcuni fermi e segnalazione, nell’ambito dello spaccio di stupefacenti, che riportavano sempre lì, al "vecchio del monte". Ii carabinieri che per mesi e mesi hanno pedinato e si sono appostati nei boschi fra Castelpoggioe Campocecin fingendosi di volta in volta jogger, cercatori di funghi, concentradosi nel fine settimana, quando avveniva la maggior parte degli scambi. —

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