La manifestazione
Fiera cancellata e maxi mutuo Scatta l’allarme per la Imm
CARRARA. Da Cgil e Cisl arriva l'altolà sul caso Imm: priorità alla situazione dei lavoratori, chiarezza nella mission aziendale e risposte dalle istituzioni (Comune, Regione, ma anche vertici dell'azienda). È questo il messaggio che arriva dal mondo sindacale, in sintesi, dopo l'allarme lanciato dalla Uil sull'Internazionale Marmi e Macchine dei giorni scorsi. E così sull'argomento tornano anche dalle sezioni locali Cgil e Cisl con una conferenza stampa ad hoc con, presenti, Fabio Franchini e Chiara Lodovici delegati di Imm, rispettivamente, per Fisascat Cisl e Filcams Cgil. «Volevamo aspettare la fine di White Carrara Downtown, ma preoccupazioni e concetti sono unitari», ha spiegato le tempistiche Andrea Figaia (Cisl) prima di addentrarsi nella vicenda. «Abbiamo chiesto e ottenuto (Cgil, Cisl e Uil) un incontro con la Regione a cui il Comune non ha partecipato. Siamo preoccupati e sono due gli aspetti che ci interessano: il problema occupazionale; ma anche sviluppo e mission – il punto di Figaia –. Imm (che conta 26 dipendenti, ndc) non fa più quello che faceva prima, ha perso la fiera e rispetto alla parte sportiva (padiglione B, ndc) si parla di un mutuo da 5 milioni di euro di cui la Regione dice di non essere stata interessata. Allora mi chiedo, qual è la mission? Ha un senso in questa città temporeggiare con certi eventi?». Domande e concetti – occupazione e linee programmatiche su tutti – che riprende anche Paolo Gozzani (Cgil). «Le preoccupazioni maggiori, ovviamente, riguardano le voci sulla mancanza di liquidità per i dipendenti. Ma non riusciamo a capire la visione: dal marmo, dalle macchine del settore si va verso il rischio dell'approssimazione. Stiamo andando verso la scelta di fare solo eventi e spettacolo? A questo punto non sentiamo più l'adeguatezza dell'amministrazione e del management». Perplessità e preoccupazioni che si estendono ben presto anche verso il capitolo “fuggi-fuggi” delle professionalità, come ha fatto notare il segretario generale provinciale Filcams Sebastiano Salaro, tra gli altri punti snocciolati. «La situazione occupazionale e il deficit vanno avanti da anni – ha osservato – ma c'erano prospettive sulla promozione nel mondo del marmo; invece ora si sventola un accordo con Verona che non esiste e di cui nessuno sa nulla. Si parla di 400 mila euro spesi per l'ultimo evento. Se l'azienda deve diventare un braccio dell'assessorato del turismo che lo dicano chiaramente, si abbandona il settore fieristico. Un altro esempio: Seatec? E nel frattempo le professionalità stanno andando via e l'ufficio studio ricerche non esiste più praticamente...», ha proseguito prima di sottolineare: «Gli oltre 30 mila metri quadrati di complesso potrebbero fare gola alle speculazioni e non siamo nel campo della fantasia». In coda Simone Pialli (Fisascat Cisl), come detto, e la richiesta di tavoli questa volta con tutti i soggetti: «Devono dare risposte ai lavoratori». —
Luca BarbierI
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