Il Tirreno

Nei pini già abbattuti spunta un nido: la protesta s’infiamma

Francesca Vatteroni
Nei pini già abbattuti spunta un nido: la protesta s’infiamma

Botta e risposta con l’assessore Raggi durante il sit-in sul viale Colombo Il prof Canesi: dall’amministrazione ci aspettavamo maggiore sensibilità

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«Alle prossime elezioni fanno la stessa fine dei pini. E io che li avevo anche votati». «Io sono anche svizzera e vi avevo votato da svizzera, sperando di cambiare qualcosa». «Non dica delle cose per incantare». Il taglio dei pini di viale Colombo diventa anche un caso politico.

Cresce la protesta e l’attenzione su questa parte della città per la quale l’Amministrazione ha previsto il primo lotto, quello di partenza, per l’abbattimento dei pini, rei con le loro radici, del dissesto del manto asfaltato dei marciapiedi. Nonostante siano montati protesta e malumori, l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Raggi non arretra di un centimetro dalle sue posizioni. Assediato dal gruppo di cittadini, tra ambientalisti e residenti accorsi all’appello lanciato su Fb dalla pagina “No all'abbattimento dei pini di Viale Colombo”, risponde ai reclami dando il via a un botta e risposta serrato, con un’iniziale smentita da parte dei manifestanti: «Non ci sono nidi trovati finora» esordisce l’assessore fronteggiando i manifestanti per cercare di sedare il dissenso, ma parte un coro di no. Infatti proprio poco prima, una delle manifestanti, perlustrando e frugando tra i cespugli tagliati, aveva trovato un nido di tortorella. Da lì c’era stata una levata di scudi tra proteste e accuse anche sulla sicurezza del cantiere, con tanto di segnalazione alla Polizia Municipale e con il successivo arrivo di Raggi. «Ci dispiace oggi essere qua-dichiara Riccardo Canesi autore dell’appello sui social ai cittadini-perché ci aspettavamo maggiore sensibilità da parte dell’Amministrazione che ha intrapreso un’operazione che colpisce l’ambiente e il cuore dei marinelli: da parte di Raggi ci doveva essere una maggiore informazione e coinvolgimento visto che lui nasce da un Movimento in cui la consultazione è fondamentale. E’ una questione di metodo e anche di merito-ha proseguito-perché si tratta di piante sane che possono essere salvate usando degli aggiustamenti visto che fanno da contrasto a rumore e a co2 in aumento e poi anche per un singolo pino è necessario l’autorizzazione da Lucca. E ancora: perché manca la protezione per il passaggio pedonale, un pontile? Anche il tipo di palma che vogliono piantare può essere aggredita dai parassiti. Noi non ci fermiamo» annuncia.

«Io abito qui-interviene una manifestante, Florida Nicolai-a me ha disturbato il modo di rispondere di Raggi che accusando di malafede cerca di mettere a tacere le critiche: una forza politica che si è avvalsa del principio di partecipazione e poi evita di coinvolgere la popolazione che poi è circoscritta e poteva dire qualche cosa fa venire meno uno dei valori fondanti della sua politica». Anche la signora Saveria Pinzi dice la sua: «Nelle strade limitrofe i marciapiedi sono dissestati, io sono caduta e mi sono rotta il naso ma non c’erano pini, c’erano altri alberi: allora cosa facciamo li abbattiamo tutti? Carrara è dissestata tutta». «Voi non aprite mai confronti - ha insistito l’ex consigliere dei cittadini Paolo Vatteroni sentendo Raggi ricordare che non si può indire referendum per 17 pini- nemmeno sul progetto che costa più di 10 milioni della scuola di Villa Ceci che volete spostare avete indetto il referendum». —

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