Il Tirreno

escherichia coli in mare 

Gaia spa ammette: «Batteri al Lavello 2 ma l’impianto è ok Colpa della pioggia»

Benedetta Bianchi
 Gaia spa ammette: «Batteri al Lavello 2 ma l’impianto è ok Colpa della pioggia»

Per il gestore non ci sono stati malfunzionamenti Ieri le analisi di Arpat e Comune nella vasca di Partaccia

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Una carica straordinaria di batteri al depuratore Lavello 2 (ex Cersam) è confermata da Gaia spa e la causa sarebbe dovuta ad «un fenomeno di origine ambientale e non ad un guasto dell’impianto insieme ad altre ancora da accertare».

A fare il punto è il gestore dei due depuratori sotto accusa dopo le analisi Arpat che hanno rilevato milioni e milioni di escherichia coli all’uscita dell’ex Cersam e dopo il tavolo tecnico della giornata di lunedì. Gaia parla di «intense precipitazioni concentrate in pochi giorni, piogge che sono arrivate a picchi di 179 mm nel mese di maggio: la particolare condizione meteorologica ha fatto affluire al Lavello 2 un quantitativo d’acqua straordinaria e l’impianto è entrato in bypass con maggiore frequenza del solito». Nessuna alterazione, nessun malfunzionamento, al contrario «lo scarico è stato grigliato e disinfettato nella maniera opportuna» precisa Gaia ipotizzando come motivo della contaminazione le eccessive e straordinarie piogge di questa primavera. Tant’è che, visto il cambiamento climatico, la società ha previsto nel Piano degli interventi una serie di contromisure urgenti che prevedono la costruzione di un nuovo sistema di stoccaggio in grado di assicurare una disinfezione più efficace anche delle acque in eccesso non trattate dall’impianto di depurazione esistente.

I lavori, programmati dopo quelli al Lavello 1, garantiranno l'afflusso al mare di acque prive della presenza di colibatteri. Le precipitazioni, quindi, avrebbero attivato più volte il bypass automatico, «l’acqua che transita per il bypass riceve una grigliatura ed una disinfezione che – fa sapere Gaia - non riesce ad abbatterne completamente la carica batterica». Nel frattempo, l’amministrazione continua a muoversi per cercare le cause dell’inquinamento a tutela la salute dei cittadini. Ieri mattina, si sono svolte le operazioni di campionamento lungo il Lavello da parte del laboratorio Arya, incaricato dal comune: al Lavello 2, a valle del Lavello 2 e a valle del Lavello 1, al ponte di via delle Pinete e alla foce. Inoltre Arpat ha fatto i prelievi in mare al punto di campionamento routinario denominato «Campeggi» e campioni aggiuntivi al bagno Cicala, alla spiaggia libera e bagno Battello, tra Campeggi ovest e est, e tra i bagni Giovanni e Tropical, in corrispondenza dell’ex punto di campionamento.

«L’acqua è limpida e non abbiamo riscontrato particolari situazioni critiche – ha affermato il sindaco Francesco Persiani – le analisi sono fatte nella maniera più corretta possibile perché non vogliamo che si utilizzi acqua se non è a norma di legge. Stiamo facendo tutte le analisi possibili per capire l’origine e arrivare in fondo alla questione». Sono stati fatti controlli anche sul Ricortola, ma non è stata rilevata la presenza di acque reflue.

E sulla manutenzione sul Lavello, il consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord fa sapere: «Le notizie di una mancata manutenzione sono infondate, l’opera è stata avviata la scorsa settimana e sarà completata, su circa 3 chilometri, entro una decina di giorni». Come richiesto dal comune, il Consorzio istallerà una panna prima della foce che servirà a trattenere i rifiuti.

Anche per l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni «la priorità assoluta è trovare la fonte di inquinamento. Invito a mettere in campo un lavoro sinergico tra tutti gli enti coinvolti per avere un approccio risolutivo. Il lavoro sulla segmentazione delle zone - spiega - richiede tempi più lunghi ed è basata su valutazioni scientifiche svolte da organi competenti a partire da Arpat. Intanto ho personalmente fatto una verifica con il Consorzio di bonifica che sta intervenendo nella zona e che completerà i lavori di sfalcio entro la prossima settimana. Adesso - continua - i Comuni dovranno lavorare per trovare eventuali scarichi abusivi in modo da affrontare il problema alla fonte. Ognuno ha il proprio ruolo da svolgere e in questa partita la Regione ha assunto un’attenzione particolare a partire dai mesi scorsi incontrando più volte i Comuni sul tema. Resta da indagare la presenza di ulteriori fonti di inquinamento. E quindi invito i Comuni ad attivarsi celermente per le proprie competenze. Attendiamo gli esiti dei prelievi svolti nella giornata di oggi (leggi: ieri ndr) su ben quattro punti di rilevamento riservandoci - conclude Fratoni - di compiere opportune valutazioni insieme alle amministrazioni comunali». —



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