Il Tirreno

«Aspetto sempre una sua chiamata»: la disperazione di Simona per Nicholas

Alessandro Grasso Peroni
«Aspetto sempre una sua chiamata»: la disperazione di Simona per Nicholas

Parla la fidanzata del ventinovenne morto in un incidente stradale nella notte tra domenica e lunedì: ho perso il mio cuore

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TRESANA. Rabbia e dolore a Tresana per la morte di Nicholas Beghé, il ventinovenne meccanico-gommista dipendente della carrozzeria Angeli, rimasto schiacciato sotto il furgone che stava guidando dopo una carambola impazzita con una Toyota Corolla che l’ha tamponato in autostrada nella notte tra domenica e lunedì. . Beghé era sull’autostrada per lavoro, per prestare assistenza a un camionista in panne. Un’uscita di routine, anche se notturna, che però gli è costata la vita. Il suo corpo è stato sbalzato fuori dall’abitacolo a seguito di un tamponamento da dietro da parte della Toyota guidata da un 56enne di Varazze. Il quale, insieme ad altri tre occupanti, ha riportato conseguenze molto meno gravi: contusioni e fratture alle gambe e alle braccia, senza rischio per la vita. Il traffico, sull’autostrada, è stato interrotto per alcune ore.

Mentre la Polizia stradale sta ancora accertando eventuali responsabilità dell’autista della Corolla, constatato che non era assolutamente alterato da alcool o altre sostanze, la comunità lunigianese attende nelle prossime ore l’autopsia, tutta vicina alla mamma Manuela, e ai fratelli Matteo e Luchas.

Nicholas viveva con la sua fidanzata Simona Brescia: «Da qualche giorno sto assistendo mia madre qui a Pavia – dice al telefono – avrei dovuto tornare a casa nei prossimi giorni. Nicholas era il mio angelo, non riesco ancora a capacitarmi, il tempo si è fermato. Aspetto sempre una sua chiamata, un messaggio, sentire la sua voce, abbracciarlo, baciarlo insieme al nostro cane Connor – dice – Ho perso il mio cuore, la vita e l’anima, lui è stato e sarà sempre l’unico per me. Non riesco a sopportare la mia vita senza Nicholas, non esisterà mai un ragazzo come te, sei stato la mia ancora di salvezza, l’unico che mi ha mai capita, mi hai dato tutto».

Nicholas aveva l’hobby del modellismo: «Ascoltava musica metal, giocava con le miniature War Hammer, al negozio spezzino “Terra di Confine” – ricorda – lì aveva tanti amici. Un creativo, un artista che ha sempre lavorato, prima facendo il panettiere, poi l’imbianchino, e infine il padre Luigi gli aveva trovato il primo impiego da gommista. La nostra canzone era “La rondine” di Mango, appena potevamo stavamo insieme – aggiunge – portavamo Connor a Marinella o a San Terenzo, luoghi che gli piacevano tanto. Ma era sempre al lavoro reperibile 24 ore al giorno tutti i giorni, era stanco morto e io non capisco come dovesse essere sempre a disposizione. È dovuto andare a fare quel suo ultimo intervento in autostrada che gli è costato la vita. Non è giusto, povero amore mio».

Anche la migliore amica Jessica Medone ha voluto ricordare Nicholas: «Era la persona più buona e di cuore che abbia mai conosciuto, passavamo ore e ore al telefono tutti i giorni a scambiarci pensieri e progetti – racconta – aveva sempre una parola di affetto e incoraggiamento per ogni cosa che mi turbava. Ed era sempre pronto a gioire con me per le cose belle. Un ragazzo d’oro che ha sempre sacrificato tanto per andare avanti con tutte le sue forze, dando sempre il meglio: voglio ricordarlo con la sua risata contagiosa e il nostro reciproco affetto». –

 

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