Sicurezza
Rischio scarichi abusivi, Massa chiede controlli al comune di Carrara
massa. È il confine geografico, è la linea tracciata tra Massa e Carrara. Di qua o di là dal Lavello. Divisione, ma anche condivisione di problemi, miasmi in primis.
Adesso il Lavello è protagonista: è il primo inquisito per la presenza rilevata in mare, da Arpat, nel punto di campionamento, dei batteria fecali escherichia coli. È sul Lavello, infatti, che il comune di Massa ha fatto ben 8 prelievi con tanto di analisi, è sul Lavello che insiste il depuratore, è sul Lavello che qualcuno - è il sospetto - scarica impropriamente. Le verifiche di Palazzo civico confermano che è lungo 50 metri il tratto in cui la contaminazione è più alta. Quel tratto sarà soggetto ad una pulizia accurata da parte del consorzio di bonifica con lo scopo di poter scovare meglio eventuali scarichi abusivi nel fosso. Le maggiori criticità - a fare il punto è il sindaco Francesco Persiani - si rilevano all’altezza del ponte sulle Pinete. E lì non è escluso che qualcuno scarichi senza averne l’autorizzazione. Nè è escluso che quegli scarichi provengano anche da Carrara.
Ecco quindi che, di fronte alla contaminazione da escherichia coli e ad un divieto di balneazione che rischia di mettere in ginocchio l’industria turistica della zona, l’amministrazione massese passa al setaccio il Lavello e chiede anche ai vicini carraresi di fare verifiche puntuali per escludere che eventuali scarichi arrivino direttamente da Carrara.
Accertamenti, quindi, sia sul versante massese, sia su quello carrarese, nella speranza di intercettare la fonte della contaminazione. Anche perché se quella contaminazione è realmente puntuale (concentrata nella zona del campionamento Arpat, ma assente in altri punti della vasca), beh la causa deve essere individuata e rimossa per consentire di intervenire ed evitare che l’elevata concentrazione di batteri escherichia coli si verifichi nuovamente. —
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