Gioco
Ecco che Arpat ci riprova Nuove analisi a Partaccia e non solo in un punto La vasca al microscopio
Oggi diversi prelievi nell’area di balneazione, tra il Lavello e i bagniIl sindaco: servono soluzioni d’urgenza per affrontare il problema
Non è cambiato niente negli ultimi anni. Niente di niente. Stessi insediamenti, stessi impianti di depurazione, stesse attività. Condizioni immutate, ma qualità dell’acqua, nel punto di campionamento Arpat, ben diversa. Con gli escherichia coli, batteri intestinali, che si fanno beccare in colonie: le ultime analisi ne hanno “intercettati” 2.613.
Così adesso l’obbiettivo è capire cosa sia accaduto, capire se la contaminazione sia puntuale. Vale a dire se quella presenza dei batteri si registri solo in un punto del litorale, poco distante dalla foce del Lavello. E cosa l’abbia determinata.
Il punto di partenza - per disegnare il quadro complessivo - rimangono i dati: il primo step è rimettere acqua in provetta per versarla sotto la lente del microscopio. Acqua prelevata non soltanto nel punto di campionamento, ma anche all’interno della vasca, di quello specchio di mare lungo un chilometro in cui è scattato il divieto di balneazione.
Quelle analisi - assicura il sindaco Francesco Persani - via Porta Fabbrica le ha chieste. E la Regione ha risposto all’appello: stamani i tecnici Arpat sono a Partaccia. E preleveranno, non uno, ma più campioni: «Negli ultimi 10 anni in quel tratto di litorale - spiegano da Firenze - non si sono mai rilevati problemi. Adesso registriamo valori elevati di contaminazione e su questo vogliamo fare chiarezza». Perché cambiamenti evidenti, che quella contaminazione possano averla determinata, non risultano: «Domani (leggi: oggi ndr) Arpat farà ulteriori indagini tra il Lavello, l’area di balneazione e gli stabilimenti balneari». Insomma, analisi dell’acqua e in più punti. La Regione si impegna a rendere noti in tempo breve i risultati delle analisi: «Già mercoledì sera, massimo giovedì mattina».
Risultati alla mano, si tratterà di decidere che strada percorrere. I binari - sintetizza il sindaco Francesco Persiani - sono due. Da una parte rimane l’obbiettivo finale e a più lungo termine: dividere quell’unica area di balneazione di oltre un chilometro in più “sotto-aree” in modo da istituire più punti di campionamento. L’altro binario, invece, è quello, ad analisi fatte, che dovrebbe condurre a soluzioni immediate e di urgenza: «Abbiamo già preso contatti con la Regione - spiega Persiani - per dividere l’area di balneazione. Si tratta di un iter che potrebbe richiedere molto tempo, anche anni. Per questo abbiamo chiesto nuove verifiche a cui seguano provvedimenti in via d’urgenza». E quei provvedimenti potrebbero anche prevedere l’estensione del divieto alla foce del Lavello, divieto previsto per le aree di foce e ampliato a comprendere anche l’attuale punto di campionamento. Possibile soluzione. Intanto - parola del sindaco - i controlli sul Lavello proseguono per “intercettare” la causa dell’inquinamento: «Abbiamo effettuato delle analisi, su 10 punti di campionamento di cui 9 sul Lavello e uno in mare, davanti al bagno Cicala. Sul Lavello risultano gli eschericha coli, il punto che presenta maggiori problemi è a ridosso del ponte su via delle Pinete (leggi articolo accanto su depuratore Lavello 2). Sorprendono dati di questo genere: gli insediamenti in zona non sono modificati, nè si possono imputare quei dati al dilavamento perché da giorni non piove. I valori degradano fino alla zero nella vasca di Partaccia». Al Cicala va tutto bene. Dunque - il sindaco tira le conclusioni - se dobbiamo continuare l’iter per dividere l’area di balneazione, è altrettanto necessario che i vari soggetti si prendano in carico il problema». Per una risposta il più rapida possibile. —Chiara Sillicani
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