Il Tirreno

«Decine di milioni di colibatteri, valori choc al depuratore Lavello 2»

Benedetta Bianchi
«Decine di milioni di colibatteri, valori choc al depuratore Lavello 2»

A norma le analisi all’impianto 1. Ora nel mirino è l’ex Cersam. L’assessora Ravagli: chiesto subito spiegazioni a Gaia

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MASSA. Decine di milioni sarebbe il valore di escherichia coli raggiunto in un campione prelevato dal comune con Arpat giovedì nei pressi del ponte di via Massa Avenza, «a ridosso del depuratore Lavello 2 di Gaia a cui abbiamo subito chiesto spiegazioni e che sappiamo ha attivato un tavolo tecnico» rivela Veronica Ravagli, assessore all’Ambiente del comune che ieri mattina ha accompagnato in sopralluogo la capogruppo Lega in consiglio regionale Elisa Montemagni per chiedere un intervento veloce e concreto della Regione. Il comune si sta muovendo contemporaneamente su più fronti: tutelare la salute, garantire la balneabilità dove l’acqua è buona e trovare le cause della forte presenza di colibatteri. Secondo l’assessore «è come se ci fosse uno scarico continuo e con questi valori sarà reiterato il divieto di balneazione, per questo serve una deroga per la segmentazione della vasca, iter per cui servirebbero tre anni».

L’assessore Ravagli ripete l’appello lanciato già nei giorni scorsi assieme al sindaco e alla categorie perché «i risultati di fronte ai bagni sono buoni e così si rischia di distruggere un intero indotto turistico». Senza contare che da luglio i dati saranno tenuti in considerazione per il mantenimento della bandiera blu. Questi ultimi risultati hanno disorientato l’assessore e l’amministrazione, «è un vero rompicapo capire la causa dell’inquinamento e, oltretutto, la vegetazione impedisce l’accesso diretto nel Lavello e anche un accesso visivo per individuare eventuali scarichi» continua Ravagli, «ho fatto richiesta formale al Consorzio di bonifica una settimana fa, ho chiesto a Arpat di fare analisi eccezionalmente anche domenica e lunedì, ma il risultato è che si muoveranno nei prossimi giorni mentre l’urgenza è ora».

A preoccupare è la discrepanza dei dati: i valori si alternano nelle zone del ponte di via delle Pinete e di via Massa Avenza: «Sembrava che il problema nascesse dopo il Lavello 1, invece ora i valori sono altissimi a ridosso del Lavello 2 (ex Cersam ndr) e bisogna rivalutare tutte le ipotesi» continua Ravagli, «bisogna agire velocemente, soprattutto per la salute dei cittadini, e la palla è in mano alla Regione». Gli scarichi del Lavello 1 sono a norma ed entro i limiti, ma anche Gaia fa sapere di essere stata informata della situazione anomala dell’altro impianto e che i tecnici stanno facendo le dovute verifiche. Montemagni sottolinea che «Arpat fa capo alla giunta regionale quindi si attivi subito per salvare la stagione; c’è bisogno della collaborazione e dell’aiuto di tutti perché il problema va risolto il prima possibile. Gaia deve controllare il depuratore e gli allacci alle fognature e, probabilmente, influiscono anche gli sversamenti del campo rom». —
 

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