Il Tirreno

pellegrini per un giorno 

In mille lungo la Francigena per la seconda Half Marathon

Riccardo Sordi
In mille lungo la Francigena per la seconda Half Marathon

Dall’Ostello della Cisa sino a Pontremoli, podisti e appassionati da tutt’Italia per la camminata non competitiva di 28 km: «Posti di una bellezza unica»

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pontremoli. «È stata una faticaccia ma la soddisfazione è davvero impagabile». Fiato corto, gambe distrutte, ma negli occhi rimane il fascino di aver ammirato un paesaggio unico che solo la Lunigiana può regalare. Davvero i circa mille partecipanti alla seconda edizione della Half Marathon della Via Francigena hanno dimostrato, così come dodici mesi fa, di apprezzare questo percorso che di fatto è la riproposizione della 22ª tappa del tratto italiano dell’omonima via: dall’Ostello della Cisa (nel comune di Berceto) sino a Pontremoli.

Nonostante fosse presentato come “camminata ludico motoria non competitiva” di 28 chilometri (nella sua versione più lunga), l’evento ha suscitato l’interesse di molti appassionati di corsa “fuori strada” che hanno superato salite e discese a tratti molto impegnative in tempi che sono rimasti ampiamente al di sotto delle due ore e mezzo di percorrenza. La maggioranza degli iscritti ha invece preferito affrontare il tragitto a passo di camminata – più o meno veloce – cogliendo l’occasione per ammirare gli splendidi paesaggi di una Lunigiana in pieno rigoglio. Insomma sicuramente una festa di gente e moltitudine e del resto la Via Francigena è proprio questo: è stare assieme e conoscersi. Camminare in silenzio, o parlando con sconosciuti con i quali si divide un tratto di strada.

Partiti dall’Ostello, posto sulla strada della Cisa a circa 2 chilometri e mezzo dal valico, i “pellegrini per un giorno” hanno subito abbandonato l’asfalto per il sentiero che conduce al monte Valoria e da qui al passo che segna il confine tra Emilia e Toscana. Ci si getta poi nella lunga discesa che dal monte Cucchero conduce a Cavezzana d’Antena, a Groppoli e all’intrigante attraversamento del torrente Civasola sul bel ponte sospeso («È uno dei punti più suggestivi che abbia mai visto» ci confida Marco da Milano, anche lui arrivato stanco ma soddisfatto all’arrivo. Si raggiungere quindi Casalina e da qui inizia la discesa finale a rotta di collo fino a Porta Parma. I partecipanti venivano poi dirottati verso la metà finale, ovvero il Castello del Piagnaro, dove si è tenuto il rinfresco finale. —

Riccardo Sordi

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