Gioco
Si rinnova la tradizione del Cantamaggio: 400 cantori per le vie
MULAZZO. È tutto pronto a Montereggio per il taglio del nastro della 17ª Rassegna interregionale dei gruppi di Cantamaggio: oggi i gruppi di Anzola di Bedonia, Biassa, Cavanella Vara, Corlaga di Bagnone, Credarola di Bardi, Castevoli Giovagallo, Leivi, Mareto, Ozzola Corte Brugnatella, Montereggio, Rossano di Zeri e Varese Ligure con oltre 400 cantori proporranno il canto del maggio per le vie e per le piazze di Montereggio. La Rassegna inizierà alle ore 10 e 30 con canti e musiche dei giovani studenti della Scuola Secondaria di 1° grado “D. Alighieri” di Arpiola a cui seguiranno le strofe dei vari maggi di Liguria, Emilia e Toscana. Dopo il pranzo in piazza, la rassegna riprenderà alle 15, 30 con le esibizioni finali e il passaggio del testimone della rassegna 2020 al gruppo di Credarola di Bardi.
L’edizione 2019 sarà dedicata idealmente a due figure di Montereggio, da sempre legate alla tradizione del Maggio, alla sua conservazione e divulgazione: Antonio Pongan e Antonio Guscioni, entrambi scomparsi nel 2018. «Il canto del Maggio rappresenta un patrimonio molto importante per le nostre comunità– dice il sindaco Claudio Novoa – ed è il frutto di una cultura popolare che purtroppo sta quasi scomparendo. Per questo come amministrazione ci stiamo impegnando perché quanto arrivato fino a noi, possa essere tramandato alle generazioni future. Lo abbiamo fatto ad aprile con un primo convegno – molto interessante – sullo stato dell’arte del maggio, lo faremo con la costituzione di un centro di documentazione in cui confluiranno tutti i documenti, le testimonianze e le pubblicazioni sulla tradizione popolare». Un centro che troverà posto a Montereggio in una location simbolo per il paese e che verrà dedicato ad Antonio Guscioni. Proprio nel centro di documentazione troveranno posto i tantissimi documenti (testi scritti, immagini, video e cd musicali provenienti da tutte la parti d’Italia) raccolti nell’arco di una vita da Antonio Guscioni.
Proprio da Montereggio, assieme a tutti i gruppi del Maggio e agli amici Luigi Lanzi, Getto Viarengo, Rosanna Piccioli e Riccardo Boggi, partirà l’impegno per far sì che la “tradizione del maggio” possa essere annoverata dall’Unesco nell’elenco dei beni immateriali patrimonio dell’umanità. «Una proposta ambiziosa – dice Novoa – Sappiamo che il percorso non sarà facile, ma abbiamo anche la consapevolezza di avere tra le mani una tradizione da tutelare e valorizzare». —
Cristiano Borghini
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