Sicurezza
Porto spa, Rifondazione chiede chiarezza sulla vendita
Il coordinatore comunale Marchini invita sindaco, sindacati e Authority a vigilare sul mantenimento dei posti di lavoro dopo il passaggio di quote al fondo F2i
Rifondazione comunista accende i riflessori sulla cessione della Porto spa, il coordinatore Piero Marchini tuona: “Prioritario salvaguardare l’occupazione”.
È notizia recente che Bogazzi abbia venduto la Porto spa alla F2i, il maggiore fondo infrastrutturale italiano con una dotazione di circa 5 milioni di euro. Parliamo di un affare nell’ordine delle decine di milioni di euro. Piero Marchini, coordinatore comunale di Rifondazione Comunista, lancia un appello: «Intendiamo sensibilizzare le istituzioni, la port authority e i sindacati affinché vigilino sulla correttezza dell’operazione. Segnaliamo che non ci sono stati incontri ufficiali coi sindacati, nonostante la Cgil ne abbia richiesto uno. Ricordiamo che non si parlia solo d’infrastrutture private, ma anche pubbliche: e sappiamo che la parte pubblica è concessa al gestore previo il rispetto di un piano industriale e di un piano occupazionale. Qui sentiamo parlare solo di operazione commerciale, non di posti di lavoro. Non sappiamo nulla di come come saranno gestito le banchine pubbliche. Con operazioni del genere, nel corso della sua storia il porto ha visto diminuire occupazione, stipendi, sicurezza, traffico e ricaduta sul territorio. Evidentemente le concessioni vengono date senza salvaguardare efficacemente i posti di lavoro».
Marchini si rivolge in primo luogo al sindaco De Pasquale: «Vogliamo che si faccia carico di seguire questa partita e che controlli il piano industriale della F2i, una società che si è appena aperta alle operazioni portuali. Cerchi di capire che destino spetterà agli attuali lavoratori». Poi il coordinatore comunale di Rc si rivolge ai consiglieri comunali: «Se il sindaco non dovesse muoversi per primo, presentino un odg chiedendogli d’intervenire».
Marchini passa dunque alla Port authority: «La presidente Carla Roncallo ha affermato che le concessioni vanno assegnate in base a dei criteri precisi, in modo che non avvenga un semplice passaggio di capitale privato. La Port authority verifichi dunque se la concessione che passa di mano trova adeguati riscontri nel piano industriale. Altrimenti che la revochi e faccia un nuovo bando per terminal, banchine e piazzali». L’ultimo appello è rivolto alle organizzazioni sindacali tutte: Cgil, Cisl e Uil. «Vigilino assieme ai lavoratori affinché siano rispettati i diritti legislativi e in particolare il diritto al lavoro. Altrimenti indicano uno sciopero generale dei lavoratori. Questo non dev’essere il far West di chi investe in una politica fatta dello sfruttamento di cose, persone e ambiente».” Marchini e Alfredo Rossi ricordano che la Compagnia lavoratori portuali un tempo dava lavoro a 360 più un centinaio di occasionali. «Ora i lavoratori della Porto si sono ridotti a un centinaio e non c’è più un organico fisso nei vari terminal», spiegano. —
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