Il Tirreno

«Alla Partaccia i valori sono buoni Serve una deroga per la balneazione»

Libero Red Dolce
«Alla Partaccia i valori sono buoni Serve una deroga per la balneazione»

L’appello di balneari e campeggiatori insieme al Comune «In vari punti i batteri dell’Escherichia sono pari a zero»

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È un vero e proprio appello quello che il comune di Massa, assieme a Ageparc e Consorzio riviera Toscana – Marina di Massa, lancia a Regione e Ministero, ma anche ai vertici regionali di Arpat per arginare il problema del divieto di balneazione in Partaccia.

Chiedono una deroga per permettere la balneazione in quella vasca considerato che l’inquinamento da escherichia coli risulta circoscritto al punto campionamento di Arpat, alla foce del Lavello, mentre in altri tre punti quei valori sono pressoché a zero. I risultati dei prelievi di Arpat di mercoledì sono ancora più alti dei precedenti: 2613 mpn su un massimo di 500. Significa che il divieto di balneazione per quel chilometro e duecento metri di litorale resta in vigore.

Domenica scorsa Ageparc ha commissionato proprie analisi, affidate al laboratorio Archa riconosciuto dal Ministero della Salute, in tre punti: di fronte al bagno Cicala (poco distante dalla foce del Lavello), al bagno Gelosia e al Lillimare. E i microrganismi risultano, appunto, quasi pari a zero. Stessi valori per quelle fatte fare dall’amministrazione il 5 giugno sempre di fronte al bagno Cicala. Le verifiche che non vogliono sostituire quelle di Arpat, ma semplicemente appurare che l’inquinamento da colibatteri è limitato a pochi metri, tanto che «si vedono le stelle marine» afferma Marco Lucetti, presidente di Ageparc.

«Il divieto è una necessità più formale che sostanziale, ma abbiamo le mani legate e dobbiamo attenerci alle normative che tutelano la salute pubblica e l’ambiente» precisa il sindaco Francesco Persiani che, affiancato dall’assessore all’Ambiente Veronica Ravagli, e dalle categorie, lancia l’appello per una deroga. «L’intera vasca che comprende sedici stabilimenti balneari e tre spiagge libere sarebbe da suddividere in più punti, ma l’iter è lungo e a volte servono anche anni perché vanno fatti rilievi costanti – continua il primo cittadino – noi non possiamo aspettare così tanto, quindi chiediamo che a livello regionale e ministeriale si muovano per concederci di delimitare solo la foce. Nel frattempo faremo regolari controlli ed analisi negli altri punti indicati».

Ed anche Ageparc promette analisi settimanali. Intanto questi risultati li ha affissi in tutti i trentadue campeggi e nei venti stabilimenti balneari in modo da tranquillizzare i cittadini. Il sindaco Persiani è deciso: «il danno è stato fatto, cerchiamo di arginarlo perché viviamo di turismo e questo è un danno di immagine per tutto il territorio e per le attività della zona». Una cinquantina tra ristoranti, bar, alimentari, negozi di vario genere. «Le nostre analisi dimostrano che non c’è alcun rischio» conferma Lucetti, ma «l’obiettivo è capire le cause del problema» dice Maurizio Ragaglini, vicepresidente dei balneari. Contemporaneamente l’amministrazione comunale si sta muovendo anche su questo fronte: «grazie anche alla collaborazione di Arpat, abbiamo fatto analisi in due tempi lungo il Lavello – spiega l’assessore Ravagli – ed abbiamo ristretto l’inquinamento ad una cinquantina di metri, lontano lo dobbiamo dire dal depuratore di Gaia». La prossima settimana il Consorzio di bonifica pulirà gli argini per permettere un accesso più facile ai tecnici, Gaia spa farà un ulteriore sopralluogo per confermare il corretto funzionamento del depuratore, Arpat effettuerà nuove analisi probabilmente già negli altri tre punti richiesti.

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di Redazione web