Il Tirreno

l’amministrazione 

Telecamere sul Lavello per scovare gli sversamenti

C.S.

2 MINUTI DI LETTURA





massa. Alla mail di palazzo civico, i risultati delle controanalisi volute da campeggiatori e balneari di Partaccia arrivano già mercoledì sera: il laboratorio pisano che ha analizzato i campioni è accreditato al ministero e ha rilevato una presenza nulla o minima di batteri intestinali, ampiamente al di sotto dei limiti consentiti dalla legge.

L’assessora all’ambiente Veronica Ravagli quei risultati li ha letti e ammette che «da una parte si sente rincuorata. Certo - aggiunge subito - i punti di campionamento sono diversi rispetto a quello di Arpat e diverso è il momento in cui quei campioni sono stati prelevati. Gli escherichia coli, in acqua salata, degenerano velocemente, quindi può capitare che le analisi registrino una contaminazione che, nei giorni successivi, non risulta più».

Chiaro che, per avere il quadro completo, c’è da attendere i risultati sulle analisi di Arpat. Risultati che questa mattina saranno pubblicati sul sito dell’agenzia per l’ambiente: «Se l’esito fosse negativo, sarebbe la conferma che si tratta, come noi riteniamo, di un inquinamento puntuale di cui dobbiamo, e già lo stiamo facendo, ricercare le cause. Stiamo eseguendo tutte le verifiche del caso sul fosso Lavello e devo dire che Arpat ha mostrato la massima disponibilità e collaborazione».

Balneari e campeggiatori, di fronte ai divieti, chiedono a Gaia di fornire tutta la documentazione degli ultimi 10 anni, inerente proprio il depuratore Lavello 1, i lavori eseguiti, i costi sostenuti. Sule tema l’assessora ricorda che «l’acqua in uscita dal depuratore viene regolarmente analizzata, con tanto di certificazioni e non risultano sforamenti dei parametri, rispetto ai limiti di legge».

Gli operatori (vedi anche articolo sopra) sollevano perplessità sul punto di campionamento all’altezza del Lavello. Unico punto per l’intera area di balneazione di Partaccia. La Ravagli si dice disponibile al dialogo: «Stiamo studiando nel dettaglio la normativa, abbiamo chiesto di valutare l’ipotesi di individuare anche altri punti di campionamento oltre a quello attuale, magari dividendo in due l’area di balneazione di Partaccia. Il nostro lavoro su questo fronte è continuo, con la collaborazione di Arpt».

L’assessora all’ambiente assicura che sul tema balneazione l’amministrazione non demorde: «Sono sul Lavello - spiega ieri pomeriggio - e con me c’è anche l’amministratore unico di Asmiu Lorenzo Porzano. Se qualcuno sversa nel fosso, noi stiamo cercando in ogni modo di individuarlo». Anche attraverso un sistema di videosorveglianza che permetta di beccare chi getta in acqua quello che non dovrebbe.

Il quadro completo della situazione si delineerà oggi, con la pubblicazione di dati di Arpat. —
C.S.


Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa