Sicurezza
Nessuno vuole la ex colonia Motta: l’asta va deserta
Costo dell’immobile 5 milioni di euro più spiccioli, offerta minima 3,8. Se nessuno la compra andrà a Bogazzi
MASSA. Ancora deserta l’asta giudiziaria che, per l’ennesima volta lo scorso 28 maggio, ha visto in vendita la storica colonia Ettore Motta di Marina di Massa. Insomma, nessuno la vuole comprare, nonostante il prezzo continui a calare. O forse la strategia, di qualcuno, è proprio questa: arrivare ad un prezzo stracciato, per aggiudicarsi un bene storico di valore inestimabile. L’asta senza incanto si è tenuta in un’aula del Tribunale di La Spezia alle 11,30.
Ma non ha partecipato nessuno: costo dell’immobile (35.403 metri quadrati di cui circa 7.046 di superficie coperta, 1.040 di piscina scoperta e 15.134 di pineta) 5 milioni di euro più qualche spicciolo, con una offerta minima per la partecipazione di 3,8 milioni. Ancora troppi, probabilmente, per investire in una struttura ormai fatiscente, abbandonata da decenni e coperta di rovi. Irriconoscibile, per chi se la ricorda ai tempi degli antichi splendori marittimi di tutte le colonie del litorale massese. Il prezzo della ex colonia Motta si è abbassato in due anni di oltre 3 milioni di euro e frattanto è stato anche consegnato alla Regione il nuovo Regolamento urbanistico del Comune di Massa, che alle ex colonie destina un futuro migliore del presente, con la possibilità di inserirvi case e appartamenti vista mare, fino al 25% della superficie utile lorda a disposizione, e percentuali dedicate al commerciale, direzionale e turistico alberghiero.
Eppure quell’asta non ha fatto gola a nessuno e adesso ci si aspetta un ulteriore tentativo di vendita, abbassando il costo di una struttura che nel 2017 fu stimato e fissato in 8 milioni e 837mila euro. La Colonia Ettore Motta fu ceduta da Edison, negli anni Novanta, alla Residence Pineta srl che a sua volta la vendette alla Ve.Ca di Roma, per 7 miliardi e 300 milioni di lire. Quando l'azienda romana fallì entrò in scena l'armatore carrarese Enrico Bogazzi che, tramite la Csc Logistica Srl, controllata dalla Porto di Carrara Spa, si fece carico del fallimento della Residence (che frattanto era tornata in possesso della colonia) con un concordato fallimentare messo a punto dal tributarista Giulio Andreani, pagando il passivo della srl ed esponendosi per oltre 5 milioni di euro. In base agli accordi, più volte descritti in questi anni, nel caso non si trovi un acquirente, o nel caso in cui la Motta venga veduta ad un prezzo inferiore ai 5 milioni di euro, la Csc diventerebbe piena proprietaria della colonia, in caso di vendita ad un prezzo maggiore, cosa a questo punto molto improbabile visto come stanno andando le aste, Bogazzi otterrebbe invece un ritorno economico. Se la Csc diventasse, finalmente, proprietaria dell'immobile, considerando che forse è sempre stato il "sogno" di Bogazzi quello di investire, nonostante le difficoltà, sul litorale massese, allora potrebbe partire l'operazione di restyling della ex colonia Motta. Operazione che tutti i cittadini si augurano da decenni. I tempi coinciderebbero con l'approvazione definitiva del Ru e sarebbero maturi anche per un discorso più generale, improntato sulla viabilità del Lungomare. —
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