Sicurezza
Divieti al mare, scattano le controanalisi E i batteri escherichia coli non risultano
I campeggiatori fanno analizzare l’acqua da un laboratorio accreditato. Oggi i risultati sul campione controllato da Arpat
massa. Loro, quelli che di turismo ci vivono, un altro weekend con i divieti di balneazione, proprio non possono sostenerlo. Così decidono di mettersi all’opera e se nel punto di campionamento Arpat, all’altezza del Lavello, gli escherichia coli ci sono e in percentuali ben superiori a quelle consentiti dai limiti di legge, i campeggiatori passano al contrattacco. Sono convinti che in quell’ampio specchio di mare, lungo circa un chilometro, l’acqua sia davvero pulita e che se una contaminazione ci sia, davanti alla foce del fosso, sia puntuale. E a quella loro convinzione, trovano una conferma. Nei dati. Scelgono un laboratorio di analisi accreditato dal ministero dell’ambiente (l’Archa di Pisa) e domenica prelevano campioni di acqua davanti al bagno Cicala di Roberto De Luigi, al bagno Gelosia e al Lillimare (ad una distanza minima di 400 metri circa dal Lavello e dal punto di prelievo di Arpat). Quei campioni finiscono quindi sotto il microscopio. Risultato? Gli escherichia coli e gli enterococchi si contano sulle dita delle mani. Davanti al Gelosia e al Cicala entrambi risultano meno di 4 per 100 ml (la concentrazione consentita è di 499 per 100 ml). Al Lillimare gli escherichia sono meno di 1 ogni 100 ml (inferiori a 4 gli enterococchi).
Acqua pulita, stando alle controanalisi, acqua in cui di batteri intestinali non ce ne sono o ce ne sono pochissimi. Mai oltre 4 per 100 ml. Molto molto meno di quelli rilevati da Arpat nelle sue analisi: il 13 maggio, infatti, l’agenzia regionale per l’ambiente, nella vasca antistante i campeggi, di escherichia coli ne ha beccati 959 per 100 ml tanto che due giorni dopo, in concomitanza con la pubblicazione ufficiale dei dati, è scattato il primo divieto. I valori sono poi rientrati, per sforare nuovamente il 22 maggio quando nel campione prelevato Arpat ha rilevato la presenza di 1.019 batteri intestinali. Batteri che, in quantità elevati, si sono rifatti beccare anche due giorni dopo, il 24 maggio (909 su 100 ml). Mercoledì mattina i tecnici dell’agenzia sono tornati a Partaccia per prelevare acqua: i laboratori sono al lavoro e questa mattina, trascorse le 48 ore dal campionamento, i dati saranno pubblicati sul sito dell’agenzia. I campeggiatori incrociano le dita perché se i risultati fossero diversi da quelli del laboratorio pisano, beh allora sarebbe una patata bollente. Soprattutto per il Comune. Vero che il divieto non potrebbe essere revocato perché scatta in base ai rilievi ufficiali di Arpat, altrettanto vero che si porrebbe con forza il problema del punto di prelievo e delle dimensioni dell’area di balneazione all’interno della quale quel prelievo avviene.Perché - e su questo le norme sono chiare - se i valori non tornano nel punto di campionamento, il divieto scatta in tutta “vasca” in cui quel punto si trova. E balneari e campeggiatori lo ripetono da tempo: prelevare acqua, all’altezza del Lavello è penalizzante. Se in quel punto, più a rischio, lo sforamento c’è, si ritrova con lo stop a tuffi e nuotate un chilometro di costa. In una parola: tutta Partaccia.
Arpat, da parte sua, spiega con chiarezza che le aree di balneazione e i relativi punti di campionamento vengono definiti dalla Regione. Ma - l’agenzia ci tiene a sottolinearlo - la scelta del punto di campionamento è tutt’altro che casuale: «La ratio della normativa europea e, a cascata, di quella nazionale e regionale, è la tutela della salute. Per questo il punto scelto per il campionamento è sempre quello con maggiore esposizione». Insomma, quello più a rischio. Perché - per semplificare- se l’acqua è conforme lì, ancor di più lo sarà nei punti, interni alla stessa area di balneazione, in cui il rischio è più limitato. Certo c’è da scommettere che nel caso oggi i risultati di Arpat confermino la necessità del divieto, il tema punto di campionamento e dimensioni dell’area di balneazione tornerà di grande attualità (leggi articolo sotto). —
Chiara Sillicani
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