Il Tirreno

Campeggiatori e balneari scrivono a Gaia: «Dateci tutti gli atti su analisi e depuratori»

Chiara Sillicani

Gli operatori fanno istanza di accesso e chiedono di conoscere la qualità della acque all’uscita dagli impianti

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massa. Alle polemiche, alle alzate di voce, preferiscono i fatti. Fanno fronte comune, si riuniscono intorno ad un tavolo e, presa carta e penna, scrivono a Gaia. Sì perché Ageparc, Consorzio Riviera Toscana e, con loro, la società Verve che gestisce Torre Marina, sono convinti che una fotografia a ai depuratori del Lavello vada scattata. Da anni gli operatori fanno i conti con i divieti di balneazione e, in questo inizio estate, di stop a tuffi e nuotate ne sono già arrivati due. Il secondo non ancora revocato. Gli escherichia coli, che di solito prendono casa nel nostro intestino, si fanno beccare in acqua, nel punto di campionamento a Partaccia: scattano quindi i divieti. Una bella mazzata per chi vive di turismo. Così ecco campeggiatori, balneari e Verve - la bellezza di 120 partite Iva - scrivere a Gaia per avere tutti, ma proprio tutti, i documenti che riguardano gli ultimi dieci anni di interventi sugli impianti di depurazione. Una vera e propria istanza di accesso agli atti di cui gli operatori informano anche comune, provincia, regione e Arpat. Il sindaco Francesco Persiani conferma che alla mail di Palazzo civico il documento è arrivato e assicura che «l’amministrazione sta ponendo in essere tutto quanto di sua competenza per vigilare sul rispetto delle norme e della salute pubblica. Ovviamente ben vengano esempi di cittadinanza attiva che tengano alta l’attenzione su un tema così importante. Dispiace aver dovuto assumere provvedimenti, peraltro dovuti, quali il divieto di balneazione su una parte di litorale e siamo tutti preoccupati che questo possa incidere sul buon andamento della stagione. Quindi vicinanza e solidarietà con gli operatori, ma allo stesso tempo in prima linea - sottolinea il sindaco - per risolvere il problema in tempi rapidi e dare quindi sollievo ai problemi del territorio».

Gli operatori, nella loro istanza, si concedono una premessa in cui spiegano che quelle di Partaccia sono attività dai grandi numeri, con migliaia di presenze e posti di lavoro e un bel contributo, in termini di imposte, alle finanze del Comune. Oltre 1 milione di Tarsu dai campeggi - si legge - 500.000 dai bagni. E centinaia di migliaia di euro dalla tassa di soggiorno. Campeggiatori e balneari sottolineano che con i divieti di balneazione - a ricordare la storicità del problema - hanno avuto a che fare anche altri anni e spiegano che «anche nei periodi in cui il tratto di mare è risultato balneabile, la qualità dell’acqua è stata pessima, torbida alla vista e maleodorante, con proliferazione di alghe. Ecco quindi la richiesta di atti sui depuratori: lavori fatti, importi di quei lavori, soggetti, anche privati che li hanno eseguiti. Le analisi effettuate sull’acqua in uscita dall’impianto e destinata a raggiungere il mare. Quanto fatto nel passato, ma anche i progetti per il futuro: «lo stato di efficienza - si legge negli atti -, i progetti di manutenzione ordinaria e straordinaria, l’eventuale cronoprogramma degli interventi. Un’istanza di accesso agli atti - spiegano balneari e campeggiatori - per raccogliere informazioni e notizie sul funzionamento del depuratore 1 e 2 situati a Marina di Massa località Partaccia». E per - aggiungiamo noi - capire se possa esistere un qualche legame tra la presenza degli escherichia coli in mare e il funzionamento del depuratore. —
Chiara Sillicani

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