Sicurezza
Avvocato a processo, è accusato di estorsione dai suoi clienti
In quattro sostengono che li abbia costretti a pagare due volte, fingendo di non aver mai ricevuto una cifra in contanti che gli avrebbero versato
CARRARA. Accusato di estorsione l’avvocato Giuseppe Pintus, difeso dall’avvocato David Giovanni Cappetta, dopo quattro denunce di clienti che lo accusano di averli costretti a pagare due volte un compenso per alcune prestazioni legali. . La vicenda risale a qualche anno fa, Pintus è il legale di fiducia di alcuni clienti, ne cura le questioni legali. Dopo un procedimento costoro raccontano che per saldare il dovuto avrebbero pagato in contanti la cifra pattuita all’avvocato Pintus. Cifra che, a detta loro, l’avvocato avrebbe regolarmente incassato. Di questo pagamento però non compare alcuna traccia, non c’è insomma una ricevuta che ne attesti l’avvenuto passaggio.
Dunque i quattro ritengono di aver saldato il compenso e dunque di potere ritenere chiusa la vicenda. Passa del tempo però e l’avvocato torna a farsi sentire chiedendo il pagamento di quanto pattuito. Un’altra volta.
I clienti a quel punto avrebbero risposto negativamente, facendo presente al legale che le somme stabilite erano già state pagate e che non rimanesse nulla in sospeso. La versione loro, portata avanti anche dall’accusa è piuttosto semplice: abbiamo pagato, ci ha chiesto i soldi due volte e le sue richieste sono infondate.
Pintus però insiste, sostiene che quei soldi non gli sono mai stati versati. E non ha intenzione di rinunciare a incasarli.
Così si fa vistare le notule dal consiglio dell’ordine e fa un decreto ingiuntivo indirizzato ai suoi clienti. Questi però decidono di fare opposizione al decreto. Ma perdono, il tribunale conferma il decreto ingiuntivo. E così sono costretti a pagare la cifra richiesta dall’avvocato. Per la seconda volta, almeno secondo la loro versione dei fatti.
I quattro dunque saldano sia le spese legali che il decreto ingiuntivo, ma decidono di andare fino in fondo alla vicenda presentando una querela alla procura nei confronti dell’avvocato.
E se non sono riusciti a dimostrare di fronte al giudice civile che i soldi richiesti non erano dovuti, perché già corrisposti, confidano però di poterlo dimostrare di fronte al giudice penale.
Di fronte alla giudice Antonella Basilone sono apparsi e hanno testimoniato i quattro denunciati. Sono i proprietari della Ford Auto 2G, persone tra loro collegate da rapporti di parentela o lavoro. Le denunce vengono tutte dalla stessa parte. E i quattro si costituiscono parte civile.
Poi vengono ascoltati anche altri tre testimoni della procura, dipendenti della Ford Auto 2G. I quali confermano la versione dei loro datori di lavoro.
In tribunale l’udienza è stata molto lunga, perché l’avvocato Cappetta ha fatto due eccezioni preliminari con la giudice che si è ritirata per qualche tempo.
Dovrà ancora essere ascoltato un testimone dell’accusa, che sarà in aula alla prossima udienza fissata per il 12 settembre. Poi bisognerà vedere se Pintus deciderà di testimoniare e a seguire i testimoni della difesa. I clienti sono difesi da un avvocato del foro di Brescia.—
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