Sicurezza
«La diga andava aperta prima del picco di piena per evitare la tragedia»
Il perito del Comune non concorda sulla neutralità dell’opera Altre due udienze in estate per ascoltare gli ultimi imputati
Ha utilizzato i numeri e i modelli sviluppati dai periti nominati dalla procura, ma il geologo testimone in aula come esperto del Comune è arrivato a conclusioni diverse sul ruolo della diga: al contrario di quanto ritenuto dai primi, che giudicano neutrale il suo ruolo nel disastro, crede che un’apertura più tempestiva delle paratie avrebbe probabilmente avuto un impatto positivo sul flusso d’acqua.
Alla sbarra ci sono i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri, Stefano Michela. A processo anche Lucio Barani, ex sindaco di Aulla , Roberto Simoncini, primo cittadino alla data dell’alluvione, i dirigenti del comune di Aulla Franco Testa, Giuseppe Lazzerini, Mauro Marcelli e Ivano Pepe, l’ex vicesindaco e assessore comunale aullese Gildo Bertoncini e Giovanni Chiodetti, ex assessore comunale alla protezione civile. E ieri il testimone chiamato a esprimere la sua versione tecnica sugli aspetti idraulici di fronte alla giudice Valentina Prudente è per il responsabile civile, cioè il Comune stesso.
Qualche mese fa i tre tecnici della procura avevano “assolto” la diga, che pur gravata dalla quantità di acqua piovuta non avrebbe mai aggravato quello che sarebbe comunque transitato se non ci fosse stata.
Il tecnico incaricato dal Comune ha sostituito un altro collega, rilevandone l’incarico alla metà dello scorso mese. E per le sue deduzioni si è affidato, come detto, ai modelli previsti dai colleghi periti incaricati dalla procura. Partendo da questi dati la conclusione è che la diga ha avuto una parte attiva perché diverso sarebbe stato il cumulo d’acqua giunto a valle e la tempistica con cui tutta quest’acqua veniva trasportata a valle.
A sollecitarlo è il difensore del Comune, l’avvocato Mario Pilade Chiti, che invece vuole sapere delle eventuali responsabilità avute dal sistema di protezione civile. «Ciò che era previsto era corretto e sufficiente». Anche in questo caso insomma non ci sarebbero responsabilità da parte di chi lo aveva approntato. «Il piano di protezione civile è standard», ha ribadito il tecnico.
La giudice Valentina Prudente ha fissato la prossima udienza per il 25 giugno, quando sarà ascoltato Gianluca Barbieri. Il 9 luglio invece sarà ascoltato Lucio Barani. Poi sarà programmato un calendario per settembre e ottobre, con l’intenzione di finire gli ultimi imputati. Poi inizieranno i testimoni degli imputati. Sarà difficile concludere il processo entro il 2019, con il problema delle prescrizioni che aleggia. —
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