La manifestazione
«Studio epidemiologico e cure gratis per gli ex Pignone»
“davide contro golia”, gli ex operai incontrano il presidente rossi
Il presidente Enrico Rossi chiede un numero e lei sgrana quattordici nomi uno dietro l’altro come una preghiera laica: sono i nomi dei lavoratori morti per mesotelioma pleurico impiegati al Nuovo Pignone tra gli anni cinquanta e l’inizio dei novanta dello scorso secolo. Dopo quell’elenco l’avvocata Nicoletta Cervia ritorna dall’incontro in Regione con due promesse e mezzo: uno studio epidemiologico sulla coorte dei lavoratori Pignone, un protocollo medico gratuito per i tanti esami che questi uomini devono fare e la proposta, per ora abbozzata, di devolvere il gettone di presenza dei consiglieri regionali alla raccolta fondi “Davide vs. Golia” lanciata dagli ex operai per pagare le spese legali chieste da Bhge (proprietaria degli stabilimenti Pignone).
È un altro punto importante in questa vicenda che da mesi Il Tirreno racconta e porta avanti. Dopo aver perso alcune cause per la richiesta di danno morale per l’esposizione all’amianto, con una sentenza della Cassazione molto contestata, 21 operai si sono trovati a dover pagare 95mila euro di spese legali all’azienda. La mobilitazione continua degli irriducibili operai per la raccolta fondi, rintracciabile sul sito “GofundMe” e la campagna mediatica hanno portato però a uno spiraglio diplomatico: l’azienda propone una transazione per risolvere il debito. I lavoratori, secondo la loro proposta, devono pagare solo il 20% della cifra prevista, ma per devolverla in beneficenza ad associazioni che si occupano di cura di malattie tumorali o collegate all’amianto. Pochissimi accettano, un operaio, Angelo Bertocchi, sintetizza: «Si vogliono fare belli con i nostri soldi».
Dopo molti appelli era arrivata anche la risposta del presidente Rossi. Che si dice prima disposto ad appoggiare personalmente la campagna, poi si era speso per trovare una mediazione all’azienda. Quella che in effetti aveva portato alla proposta del pagamento ridotto. Rossi aveva detto anche che in una vicenda del genere non ci dovevano essere “nè vincitori nè vinti”. Parole non apprezzate particolarmente dagli operai.
Si arriva a ieri, con il primo incontro tra Regione e una rappresentanza dei lavoratori. Rossi e il suo staff arrivano con proposte. Intanto l’impegno a riprovare una mediazione con Bhge: i lavoratori chiedono la cancellazione totale. «Per noi è una cosa di dignità - spiegano - non baratteremo questa con i soldi. Se c’è da pagare, pagheremo. Ma non alle spalle dei morti».
Poi c’è la proposta dello studio epidemiologico. L’avvocata Cervia sul tavolo mette quattordici morti di mesotelioma. Per una malattia che in Italia colpisce 3,6 persone su 100mila. Lì dentro erano in 700.Un passo avanti importante. E infine l’impegno della Regione a farsi carico delle spese legali per le visite di routine che sono tante per i lavoratori, ammalati o no, che continuamente devono fare dei controlli. Erano partiti solo, ora metro dopo metro avanzano questi 21 operai. E come sempre, cercano alleati. —
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