Il Tirreno

la buona sanità 

4.000 interventi anti infarto. Tutto cominciò in Lunigiana

Il dottor Sergio Berti
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Il dottor Sergio Berti

Al castello di Terrarossa un convegno per i 18 anni della rete Stemi che pone l’Opa all’avanguardia in Italia. Il dottor Sergio Berti: i primi passi vennero fatti qui

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LICCIANA. Nell’unità operativa di Cardiologia Diagnostica ed Interventistica dell’Ospedale del Cuore – Cnr Opa . - diretta dal dottor Sergio Berti - vengono effettuati oltre 4.000 interventi l’anno di cardiologia interventistica. Pazienti in gran parte inviati dalla Lunigiana. Ed è dalla Lunigiana che “tutto è partito”: è dagli ospedali di Fivizzano e Pontremoli che 18 anni fa mosse i primi passi la rete per il trattamento dell’infarto acuto.. Di questo – e di molto altro – si parlerà sabato, con inizio ore 8,30 nella sala convegni castello di Terrarossa -via Nazionale Cisa 22 nel convegno dal titolo “La rete Stemi della provincia di Massa-Carrara”.

Stemi è l’infarto miocardio acuto ed è oggi a tutt’oggi una delle sfide più importanti per la cardiologia moderna. Negli ultimi 30 anni sono stati fatti enormi passi in avanti in tale ambito. Basti pensare che ad inizio anni ‘80 il paziente con Stemi veniva trattato con il riposo a letto, mentre ora la terapia farmacologica e rivascolarizzazione percutanea in emergenza hanno consentito tassi di sopravvivenza intra ospedaliera di oltre il 95%. Il lavoro di gruppo è alla base di tali successo. Il pronto riconoscimento attraverso l’Ecg eseguito direttamente sul territorio e il rapido trasferimento del paziente presso l’ospedale per eseguire una coronografia urgente e la pronta ricanalizzazione della coronaria occlusa rappresentano i punti cardine dell’attuale gestione dell’infarto. Questa è la missione della rete dello Stemi.

«Diciotto anni fa - spiega il dottor Sergio Berti – direttore unità operativa di Cardiologia della Monasterio – la rete per il trattamento dell’infarto acuto Stemi nella provincia di Massa Carrara era ai blocchi di partenza; il primo embrione di questo modello organizzativo nasceva proprio in Lunigiana. La motivazione di questa scelta fu semplice, era il territorio della provincia più lontano dalla sede in cui era possibile fare un intervento di cardiologia interventistica per riaprire la coronaria responsabile dell’infarto “l’angioplastica primaria”, cioè l’Opa».

«Il convegno di Terrarossa ha due elementi ispiratori – continua il Berti - la prima celebrare i 18 anni della rete per l’infarto miocardico acuto proprio nel territorio dove a mosso i suoi primi passi; il castello di Terrarossa posto nel cuore della Lunigiana è una location perfetta. Il secondo scopo è far incontrare tutti gli attori che compongono la rete Stemi, cardiologi, medici dell’emergenza, infermieri etc. per analizzare ciò che è stato fatto in questi anni e cercare di migliorare il nostro operato. Infatti per quanto la nostra organizzazione sia una delle più efficienti in Italia abbiamo ancora del lavoro per migliorarla».

Nella prima sessione del convegno saranno presentati i dati relativi all’attività della rete dal 2016 quando fu istituito un registro permanete “Matrix” dove sono stati inseriti man mano, in forma anonima, i dati relativi al trattamento di ogni paziente giunto con un infarto acuto (oltre 3000), ad esempio il tempo impiegato per fare diagnosi di infarto sul territorio, il tempo necessario al trasporto dal territorio o da un presidio ospedaliero periferico alla sala operatoria dell’Opa ed in fine tempo impiegato dai professionisti della Fondazione Cnr per eseguire l’intervento. «Negli anni passati – continua direttore Unità Operativa di Cardiologia Fondazione Gabriele Monasterio C.N.R.Ospedale del Cuore - l l’analisi di tali dati è stata molto utile per monitorare l’efficienza della rete, comprendere gli errori ed apportare miglioramenti. Nelle sessioni successive saranno discussi i farmaci da somministrare al paziente nel lasso di tempo in cui è in ambulanza, cioè i farmaci che faciliteranno la riuscita dell’intervento. Seguirà la discussione sulle nuove tecniche di angioplastica utilizzate all’Opa e l’utilizzo di sistemi di supporto “avanzato al circolo”, una specie di cuore artificiale che viene utilizzato per aiutare il cuore dei pazienti colpiti da infarti molto estesi con shock cardiogeno.

Ma non finisce qui nell’evento sono previste anche due sessioni pratiche con adirittura collegamenti con la sala dell’Opa attraverso apposite apparecchiature installate dai tecnici Cnr dove sarà eseguito e trasmesso uno dei tanti interventi fatti quotidianamente (pensate oltre 4000 all’anno) ed una esercitazione di simulazione di invio di elettrocardiogrammi dall’ambulanza che saranno refertati e discussi nella sala convegni del castello di Terrarossa.

Gli organizzatoru ringraziano Andrea Musso manager Conad “Taras Srl” megastore Terrarossa che ha offerto cofee break e light lunch.

Un convegno Ecm (iscrizione gratuita) per medici ed infermieri, al quale sono stati riconosciuti ben 10,4 crediti formativi. Per iscriversi mandare una mail a: Elisabetta Donnini Tel. 0585 493662 mail: donnini@ftgm.it. —



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