Italia
I turisti ci sono ma sono pochi: è la prova del nove per la Partaccia
Primo weekend di sole dopo i divieti e i dati sulla faldaLucetti comunque ottimista: segnali positivi dalle prenotazioni
massa. L’evidenza è che il pienone a Partaccia non c’è. Ma, data quell’evidenza, stabilirne le cause, è cosa abbastanza complessa. Difficile dire se “la colpa” sia del maltempo che ci ha fatto compagnia fino a venerdì, dei divieti di balneazione per gli escherichia coli o se qualcuno abbia deciso di starsene a casa dopo aver dato un’occhiata ai dati sugli inquinanti della falda. Certo è che ieri pomeriggio, alle 16, in quel di Partaccia trovare un parcheggio, anche gratuito, non è davvero un’impresa.
Marco Lucetti, titolare del campeggio Sogno e del bagno Gelosia, è presidente di Ageparc e il bicchiere lo vede comunque mezzo pieno: «Considerato che questo è il primo weekend di sole - la prima valutazione è sul meteo - non possiamo lamentarci». Non si nasconde però dietro ad un dito ed ammette che le «presenze sono inferiori rispetto allo stesso periodo del 2018». Inferiori perché - è l’analisi del presidente di Ageparc - «quello del 2 giugno, quest’anno, non è un ponte, ma un normal fine settimana, visto che la festività è coincisa con la domenica». Il bicchiere è mezzo pieno perché «le prenotazioni stanno andando sufficientemente bene» e le condizioni per affrontare la stagione a testa alta Lucetti le vede ancora tutte.
Non il pienone, ma i primi turisti sono arrivati e, in barba al divieto di balneazione, qualcuno fa pure il bagno: l’acqua è limpidissima, di sabbia in sospensione a renderla torbida non ce n’è. Così c’è chi si tuffa e si concede una bella nuotata: «Sì - conferma Lucetti - ho visto personalmente molte persone fare il bagno con tranquillità. L’acqua è pulita, cristallina, non emana alcun odore sgradevole, piuttosto invita al bagno e la voglia di mare, dopo un lungo periodo di pioggia, è tantissima».
A Partaccia la sensazione che l’acqua sia pulita davvero ce l’hanno in molti e molti ritengono che la presenza degli escherichia coli sia dovuta alle modalità del campionamento. I signori Manfredi, titolari del negozio di oggettistica per il mare, su via delle Pinete, il concetto lo esplicitano bene: «Le vasche (specchio d’acqua tra due scogliere ndr) in cui fanno campioni a Marina sono lunghe 200 metri, qui oltre un chilometro. Così per un campione che non risulta a regola, il divieto scatta su tutto quel chilometro e mezzo». Il negozio della famiglia Manfredi accoglie i turisti dal ’59: «In questi giorni - ammette il titolare - si vende un po’ meno perché molti dei nostri prodotti sono destinati al bagno e il divieto ci penalizza molto».
Poi una stoccattina sui dati che riguardano la presenza di inquinamenti nella falda: «Apprezziamo l’obbiettivo di bonificare. È fondamentale farlo per il nostro territorio, ma sarebbe stato corretto muoversi in inverno ed evitare che si affrontasse il problema a stagione turistica praticamente già iniziata. È inoltre importante dare informazioni corrette e spiegare che qui la situaione è ben diversa dalla zona industriale e i pozzi artesiani sigillati». Concetto che ribadisce anche Lucetti: «Sono stati chiusi dopo la prima ordinanza del 1981 a cui ne sono seguite altre, anche nel primo decennio degli anni 2000, con una serie di controlli».
Insomma, i turisti cominciano ad arrivare, ma il pienone che ieri si è visto sulle spiagge di Marina, a Partaccia non c’è. E la speranza è che il settore, con un indotto di circa 500 persone, superi il momento e affronti l’estate a testa alta. —
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