Il Tirreno

l’incontro alla santissima annunziata 

Sospetta usura bancaria, nel 2018 diciassette casi

I.R.
Sospetta usura bancaria, nel 2018 diciassette casi

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CARRARA. 17 casi di sospetta usura bancaria a Massa-Carrara solo nello scorso anno. È un bilancio pesante quello tracciato dall’avvocata Sonia Lupi, presidente e socia fondatrice della Afii, Associazione fondazione imprenditoriale italiana, pool di avvocati e commercialisti esperti in materie finanziarie, fondata una decina di anni fa a Montecatini. Venerdì si è svolto il primo di una serie d’incontri dedicati all’usura presso la parrocchia della Santissima Annunziata in via Bassagrande, dove da cinque anni l’associazione tiene aperto uno sportello ad hoc. Secondo Lupi «Un incontro al mese servirà alla popolazione per capire se le banche si comportino in modo corretto». L’usura bancaria può essere verificata solo attraverso una perizia, un primo servizio che l’associazione offre gratuitamente attraverso i suoi tecnici, sia a privati che imprese. «Ci teniamo a tutelare i soggetti contrattualmente più deboli – aggiunge la giovane avvocata Sharon Matteoni, membro del pool dell’Afii – non tutti sanno che l’usura non è solo privata, ma anche bancaria. Non si tratta di un semplice illecito ma di un vero e proprio reato disciplinato dal codice penale, particolarmente grave se commesso da una banca». A occuparsi dei casi di usura bancaria in Provincia è soprattutto l’avvocato Filippo Zanasi, che fa notare: «Spesso il semplice cittadino ha paura di scontrarsi in sede legale con una banca, percepita come un soggetto molto potente e soprattutto privo di un volto. Invece la denuncia penale serve: ha più forza della causa civile, comporta il sequestro documentazione contabile e può consentire l’accesso fondo garanzie per vittime di usura. È possibile ottenere inoltre una sospensione biennale di eventuali azioni esecutive in corso, come gli sfratti». Zanasi offre dei consigli utili per vigilare quando si accende un mutuo, si chiede un finanziamento o un fido sul conto corrente: «Il Ministero del Tesoro ogni tre mesi pubblica i dati che indicano i tassi medi che la banca può applicare. Laddove superi il 50% sta applicando degli interessi usurai». —I.R.

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