Il Tirreno

la tragedia 

In moto contro l’auto che fa manovra Muore sul colpo madre di tre ragazzini

Chiara Sillicani

Francesca Vita aveva 44 anni. Alla guida della vettura una versiliese di 63 anni: forse stava facendo inversione davanti al Pirata

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massa. Un rumore sordo. Un cattivo presagio. Così cattivo che chi lo sente lascia il cocktail sul tavolo, abbandona locale e chiacchiere con gli amici e, quasi per istinto, esce sul lungomare: c’è una donna a terra e non si muove. Non un sussulto, non un segno, non un respiro. È Francesca Vita, ha 44 anni ed è la mamma di tre ragazzini.

Sta percorrendo viale Vespucci, in sella alla sua grande compagna di vita, la sua Kawasaki 750, la sua passione da quando è una ragazzina. All’altezza della discoteca il pirata, poco dopo le una, lo schianto. La motocicletta finisce contro un’utilitaria, una Nissan Micra. Alla guida c’è una donna di 63 anni, di Camaiore. È salita in auto da poco, per tornare a casa, forse - ma la dinamica dell’incidente è ancora al vaglio della polizia stradale - sta facendo manovra, forse tenta un’inversione ad u per lasciare lo stallo in cui ha posteggiato e immettersi in corsia. E durante quella manovra investe la moto. E con lei Francesca. L’impatto è violentissimo, Francesca neanche ce la fa a lasciare il manubrio, a tentare di salvarsi gettandosi di lato. Sbatte contro la Micra, poi finisce terra.

Chi si sta bevendo il cocktail di fine serata al Lorens, proprio a due passi dal punto dello schianto, si precipita in strada: «Abbiamo visto a terra quella giovane donna - raccontano - e abbiamo capito subito che non c’era nulla da fare. I soccorsi sono arrivati in un battibaleno e i medici sono stati eccezionali, li abbiamo visti tentare di rianimare la donna in ogni modo per oltre mezz’ora, ma nulla di nulla».

Chi sente lo schianto, chi vede il corpo immobile a terra, chiama immediatamente i soccorsi. All’operatore del 118 spiega che la situazione è gravissima. E la centrale operativa invia l’ambulanza più vicina, con il medico a bordo. Allerta anche Pegaso: se ci fosse bisogno di un trasferimento immediato a Pisa per un intervento neurologico, l’elicottero sarebbe pronto a decollare senza perdere un secondo. Ma quando i medici arrivano in viale Vespucci, per Francesca non c’è nulla da fare: il suo cuore si è già arreso. Lo scontro è stato troppo violento. Non ce l’ha fatta.

Adesso saranno le indagini della stradale a ricostruire l’accaduto, a “disegnare” la dinamica. Certo è che la donna alla guida dell’auto non aveva bevuto: è stata sottoposta all’alcoltest e l’esito è negativo. La polizia stradale sta ricostruendo la dinamica per capire se davvero sia stata una manovra azzardata a causare lo scontro o se, invece, si sia trattato di una fatalità. La motocicletta e la Nissan Micra sono state sequestrate e il corpo di Francesca è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Autorità che potrebbe, infatti, decidere di disporre l’autopsia o un esame esterno del corpo. Ad ora, quindi, la famiglia non ha avuto il nulla osta per i funerali di Francesca. —
Chiara Sillicani

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