Il Tirreno

l’incontro al ministero dell’ambiente 

Scontro tra Arpat ed Edison sui veleni all’ex Farmoplant

C.F.

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massa. Tutti dicono: “chi inquina paga”. Dunque, Farmoplant, deve pagare i costi per bonificare i terreni della zona industriale che ha “avvelenato”. Sembra facile. Già, ma poi quando si tratta di fare i conti, diventa tutto più complicato. Come mostra il contenzioso fra Arpat (l’agenzia regionale di protezione ambientale) ed Edison Spa (ex Montedison). Un contenzioso che riguarda da vicino la salute dei cittadini.

Succede, infatti, che Arpat abbia rilevato, già nel 2009, nella falda acquifera dell’area Farmoplant la presenza di manganese, piombo, trielina (oltre 10 volte il limite), percloroetilene, dicloroetilene, cloruro di vinile, pesticidi, ammoniaca (oltre 26 volte il valore di riferimento indicato dall'Istituto superiore di sanità) e solfati. Nel 2015, è stata invece rilevata la presenza di il percloroetilene, solvente altamente tossico, in un terreno a 260 metri dall'area ex Farmoplant.

Edison, però, ha replicato che la barriera idraulica costituita da 6 pozzi, installata nel 1984 (prima dunque dell’esplosione della Farmoplant) e potenziata nel 1995, sta svolgendo la sua funzione di intercettazione degli inquinanti "in maniera efficiente ed efficace, impedendo che questi si propaghino a valle". Secondo la società, inoltre, he gli inquinanti presenti nella falda sottostante all'ex Farmoplant sarebbero “provenienti da monte idrogeologico” e assolutamente non “collegabili ai processi produttivi della Farmoplant”. Edison ha anche fatto ricorso al Tar contro le prescrizioni di Arpat e il giudizio è ancora pendente.

Di questa disputa, che va avanti da anni, c’è stata ieri un’altra puntata. Nell’incontro che si è svolto al Ministero dell’Ambiente fra i “contendenti”, Ispra, Arpat ed Edison (che aveva chiesto il vertice). «È stato un confronto serrato, tutto giocato su questini tecniche riguardanti il posizionamento dei piezometri e l’efficacia delle barriere idrauliche», riferisce il sindaco Francesco Persiani che, assieme a buona parte della giunta ha seguito via Skype l’incontro di Roma. Le posizioni, sembrano comunque essere rimaste lontane, con Edison che contesta i rilievi di Arpat sia sul piano tecnico, sia quello giuridico, attraverso il ricorso al Tar.

Per il 13 giugno, così è stato deciso nella riunione al ministero, ci sarà un sopralluogo nell’area Farmoplant per chiarire meglio la vicenda. E a quel sopralluogo – dice il sindaco – ci sarà anche il Comune, con i suoi tecnici. Perchè vogliamo continuare a seguire costantemente la vicenda ed essere informati per poter tutelare il diritto alla salute di tutti». — C.F.

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