Il Tirreno

carrara 

De Pasquale: un incontro pubblico per rasserenare i cittadini

Francesca Vatteroni
De Pasquale: un incontro pubblico per rasserenare i cittadini

In commissione garanzie sull’acqua dell’acquedotto: bevetela, quella non proviene dalla falda

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carrara. «Ci sarà presto un incontro pubblico perché in questi giorni c’è stata una campagna di informazione sui social inesatta e ingannevole - ha annunciato il sindaco Francesco De Pasquale in commissione congiunta (politiche per la salute, difesa suolo e politiche per la tutela dell’ambiente)- È importante ribadire che l’acqua che proviene dall’acquedotto è sana, arriva dal Magra o da sorgenti, non dalla falda sottostante il Sin/Sir».

Stiamo parlando dell’area compresa, per quanto riguarda Carrara, tra Lavello e Carrione, dove fino alla fine degli anni ’80, inizio ’90 sorgeva il comparto industriale. Il sito di bonifica di interesse nazionale (Sin) venne istituito nel 1999 allo scopo di avviare la bonifica dell’area che, come ribadito in commissione congiunta, riguarda per l’80% il territorio di Massa e per un 20% l’area carrarese: «La prima ordinanza per avvertire la popolazione di non usare acqua dei pozzi artesiani in quella zona risale al 1981» ricorda l’assessore all’ambiente Sarah Scaletti. L’assessore, prima di fare il punto sull’indagine in corso nella falda, precisa i motivi che martedì hanno spinto l’amministrazione ad adottare una nuova ordinanza che vieta l’uso di acqua dei pozzi in area Sin: «La nuova ordinanza nasce dalla necessità di inserire due nuove zone nel perimetro (le zone residenziali di viale da Verazzano e via delle Pinete e una parte di Nazzano) e dalla volontà di mettere ordine negli atti precedenti, facendo comprendere ai cittadini che i divieti permangono e non devono essere disattesi. Risale al 2006 una determina con cui la Provincia revocava le concessioni per i pozzi artesiani».

L’assessore Scaletti ha spiegato che la bonifica consentirà di “restituire” il territorio alle sue funzioni: «Il fatto che ci siano 17 milioni di euro stanziati da ministero e in parte dalla regione, è un dato importante. Inoltre, per la prima volta, diversamente dal passato, non si interviene a spot: oggi si è arrivati a pensare la falda come un corpo unico, in modo organico e con un progetto unitario».

In seguito agli accordi di programma del 2016 e del maggio 2018 sono stati resi disponibili 25 milioni di euro circa, di cui 17 per la bonifica della falda. Come ha illustrato l’assessore Scaletti, la fase dei prelievi e dell’analisi prevede due momenti: il primo, iniziato nel novembre scorso, durante il cosiddetto periodo di magra con la falda bassa, è stato completato e sono stati resi noti i dati nei giorni scorsi. Sono emersi 70 inquinanti diversi, con 148 prelievi realizzati. Il secondo momento prevede approfondimenti che sono in corso e stanno avvenendo nel periodo di falda alta, nei 70 punti più significativi. Alcune di queste analisi, è stato precisato in commissione, saranno condotte da laboratori all’estero, in Canada, per via della particolarità dello studio richiesto».

«Un altro intervento di caratterizzazione sta partendo nell’area di viale da Verazzano - ha annunciato l’assessore all’ambiente che ha fatto anche il punto sull’inquinamento del suolo. Ha spiegato che i privati nel corso del tempo hanno caratterizzato i terreni a spese loro e ha parlato di una situazione pur grave, ma meno complessa rispetto a quella della falda.

«Il costo della bonifica, secondo la giurisprudenza, grava su chi ha inquinato, però purtroppo alcune aziende sono fallite» - ha ricordato l’assessore, mentre il consigliere di Insieme per Carrara Andrea Vannucci ha portato l’attenzione sui costi della gestione dell’impianto di bonifica da realizzare. Il consigliere Pd Luca Barattini ha richiamato la necessità da parte del Ministero di trovare le risorse: «Solo con il progetto dell’impianto, che dovrebbe essere pronto a fine 2019, si potrà fare una stima» ha risposto Sarah Scaletti. — Francesca Vatteroni

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