Il Tirreno

Un comparto della nautica da 100 milioni, ma il progetto rischia lo stop per i veleni

Un comparto della nautica da 100 milioni, ma il progetto rischia lo stop per i veleni

Una cordata di imprese guidata da Cna vuole realizzare una “Silicon Valley della diportistica” nell’area della ex Enichem  

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MASSA CARRARA. La nautica apuana ha il vento in poppa, naviga verso fatturati milionari e pensa in grande. Un gruppo di aziende del settore – cantieri e non solo – con la regia della associazione della piccola impresa Cna ha messo in piedi un progetto per realizzare un nuovo polo della nautica in cui si concentrino imprese, attività, servizi. Una specie di «Silicon Valey della diportistica apuana», dicono i dirigenti della Cna, che delineano le dimensioni maxi dell’operazione: fino a 100 milioni di investimenti con una prospettiva di 400 posti di lavoro. Il tutto a due passi dal mare: nell’area ex Enichem (oggi Syndial) al confine fra Massa e Avenza. a occhio e croce, una manna per il tessuto produttivo e del territorio.. Il problema, però, è che questo maxi progetto rischia di arenarsi, di essere rallentato. Perchè quell’area, l’ex Enichem, è pesantemente inquinata e i tempi di bonifica non sembrano davvero brevi. Un problema che non nasce oggi – sono 30 anni che si parla di bonifica – ma che la diffusione dei dati sull’inquinamento delle falde ha reso in questi giorni più caldo.

«Abbiamo nel cassetto – spiega Paolo Bedini, presidente provinciale degli artigiani Cna – un progetto che siamo pronti a mettere in campo e che prevede la realizzazione di un intero comparto della nautica, al cui interno sviluppare la realizzazione dell’opera finita, la fornitura, la sub fornitura, la progettazione, ospitando anche start-up, ed un area espositiva, una sorta di show room a terra». Un’area di queste dimensioni – spiega ancora Bedini – «può impiegare fino a 400 addetti e mettere in modo un’operazione immobiliare da 100 milioni di euro tra infrastrutture viarie, opere edili ed impiantistiche». Deve essere chiaro, però, conclude Bedini, che per sviluppare questo progetto c’è bisogno anche di uno spazio dedicato per l’alaggio e il varo delle imbarcazioni. Che finora non è mai stato realizzato.

«La nautica va bene, non da oggi, ma da un paio di anni. – spiega il presidente della Nautica di Cna, Carlo Alberto Tongiani - tuttavia i nostri appelli sullo sbocco al mare sono però rimasti inascoltati. Siamo purtroppo un disco rotto. Dispiace l’assenza delle istituzioni, nesuno si è speso veramente per realizzare questa infrastruttura le nostre rihcieste».

Ma c’è un altro problema, evidenzia Tongiani: quello, appunto delle bonifiche nella zona industriale. «Le ultime vicende legate all’inquinamento rischiano ora di allontanare l’asticella temporale dell’investimento: il peso dell’inquinamento deve essere attribuito alle aziende che lo hanno provocato- spiega ancora – A noi oggi interessa avere garanzie sui tempi della bonifica e soprattutto sulle coperture economiche perché questa sarà una manutenzione straordinaria ambientale mastodontica per cui non possiamo però attendere altri 20 anni. La politica oggi deve essere più che mai concreta e realista. Cna è pronta a programmare la reindustrializzazione di alcune delle aree dell’ex Zia ma abbiamo bisogno di garanzie temporali per accendere sul futuro di questa provincia una prospettiva seria di sviluppo e crescita». 


 

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