Il Tirreno

ha una ditta di carpenteria navale 

L’imprenditore Pennini Cavaliere della Repubblica

Daniela Marzano

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fivizzano. Non è da tutti ricevere da un giorno all’altro una lettera dalla Prefettura della propria provincia che ti comunica di essere stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, per decreto del presidente Mattarella (datato 27/12/2018) e firmato, in questo caso, di proprio pugno dal Prefetto di Massa in carica Paolo d’Attilio.

È successo all’ancora incredulo Walter Pennini, classe’62 di Soliera, dove vive con la moglie Marina Placanica e il figlio trentaduenne Steve. Rilegge la lettera e cerca di ripercorrere la sua vita in cerca delle motivazioni che possano aver spinto alla segnalazione, probabilmente partita dal Comune di Fivizzano (ma non si sa con esattezza), che ha portato a questo importante riconoscimento istituito per “ricompensare benemerenze acquisite verso la nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari” .

Il primo pensiero va ovviamente ai 25 anni di onorato lavoro come titolare della ditta Fratelli Pennini, che gestisce con il fratello Stefano e che si occupa di carpenteria navale, condizionamento d’aria per yacht di nuova costruzione del Cantiere Benetti a Livorno o per la Corsica Ferries. Ma forse non basta il fatto di essere un onesto imprenditore, forse serve anche aver utilizzato la propria attività a fini umanitari, come ha fatto lui donando materiali e contributi economici sia ad Aulla dopo l’alluvione 2011 che ai vari paesi terremotati della Lunigiana.

L’attività filantropica e umanitaria di Walter Pennini non si è limitata però solo a questo. È riuscito a costruire, nel paese dove abita, un piccolo campo sportivo con spogliatoio ad uso pubblico senza scopo di lucro a disposizione delle società dilettantistiche, come la GS Soliera che ha sponsorizzato fino a qualche anno fa. Infine sono più di 30 anni che è donatore Avis, ed ha ricevuto le varie medaglie che vengono assegnate dall’associazione nazionale ai donatori di sangue più assidui, come lui che ha superato l’ottantesima donazione. «Sono commosso, non ne sapevo nulla e sono rimasto senza parole – confida Walter con gli occhi ancora lucidi – e francamente ho sempre trovato un momento, in tutta la mia vita, per impegnarmi nel sociale, ma mai avrei pensato di poter essere candidato al riconoscimento più importante della Repubblica Italiana. Ora dovrò essere pronto alla grande emozione del 2 giugno». —

Daniela Marzano

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