Attenzione
«Industriali “verdi” solo quando fa comodo a loro»
Rifondazione contro Lucchetti: si chieda quante aziende sono irregolari
MASSA CARRARA. Come se i veleni nei terreni della zona industriale fossero stati scoperti solo ora. La diffusione dei dati sull’inquinamento delle falde acquifere nella vasta area “Sin-Sir” ha scatenato un dibattito accesissimo che riapre vecchi e nuovi problemi. Erich Lucchetti, presidente degli Industriali apuani è intervenuto dicendo due-tre cose rilevanti: una, l’inquinamento è colpa dell’industria chimica del passato, le aziende insediate in quei terreni sono vittime e non responsabili di quell’attentato ambientale. Due: a pagere ci costi dell bonifiche devono essere, dunque, gli eredi di quell’industria chimica. Tre: (mettendo le mani) se le imprese attuali non potranno più usare l’acqua per uso industriale, i maggiori costi non gravino su di esse.
A queste posizioni ribatte Rifondazione Comunista. Con un durissimo contrattacco: «Le preoccupazioni di Confindustria sulla gestione della falda inquinata arriva a tempo scaduto. Da tempo noi chiediamo che si faccia chiarezza sul tema, ma l'associazione Industriale si è spesso girata dall'altra parte, in un silenzio assordante. Avrebbe fatto bene a partecipare alla conferenza di servizi di febbraio 2019 tenuta al Ministero dell'ambiente proprio su questo tema. Invece l'assenza di Confindustria e dei comuni di Massa e Carrara pesa molto su questa vicenda, dimostrando l'incapacità di chi in questo momento è al governo delle città e la sensibilità ambientale ad orologeria di Confindustria che si scopre "verde" solo quando vengono messi in crisi i propri interessi economici. Eppure la falda era inquinata anche a febbraio e aspettarsi misure drastiche a difesa della salute dei cittadini era molto probabile».
Ma Rifondazione avanza anche alcuni sospetti. E ligira ad Assindustria: «Dovrebbe invece chiedersi, il presidente Lucchetti, se tutte le aziende che lui rappresenta hanno il trattamento delle acque di lavorazione a ciclo chiuso oppure, fuori norma, continuano ad operare scaricando senza recupero. Dovrebbe chiedersi, il presidente ,se lo scarico delle aziende avviene nelle fognature nere o in quelle bianche (il che è vietato). Dovrebbe chiedersi perchè, correttamente, alcune aziende, usano filtri per ridurre l'impatto dell'inquinamento di falda e altre no. Forse ci sono aziende più furbe e altre meno? Forse ci sono aziende che sono a conoscenza dell'inquinamento di falda e altre no? Dovrebbe chiedersi se tutte le norme per salvaguardare gli operai delle aziende che trattano quelle acque sono state sempre seguite, visto che spesso si parla di inquinanti altamente volatili».
Su una cosa, Rifondazione concorda in pieno con Confindustria: «Chi ha inquinato deve pagare, deve essere chiamato a sostenere costi che non è giusto che paghino altri, non è giusto che i costi di chi inquina o ha inquinato siano sopportati dai cittadini. Ma questo, signor Lucchetti, noi lo diciamo da tempo, lo abbiamo detto per l'inquinamento della zona industriale, lo abbiamo detto per l'inquinamento delle discariche di rifiuti, lo abbiamo detto per l'inquinamento da marmettola nei fiumi. Ma quando si tratta di inquinamento da parte delle cave lei ha sempre fatto orecchie da mercante, ha preferito non pronunciarsi o addirittura difendere l'indifendibile e si è appellato al ricatto occupazionale pur di giustificare gli inquinatori. Forse perchè chiamato in causa direttamente?» —
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